Reddito di cittadinanza, scommettiamo che …

Questa, è la settimana decisiva per la nascita del nuovo Governo a guida Lega-M5S con la guida di Giuseppe Conte, giurista di prim’ordine e docente all’Università di Firenze. Tra le misure tanto attese c’è il “Reddito di cittadinanza” che prevede un reddito minimo di 780,00 euro netti mensili a chi cerca lavoro attivamente dopo essersi iscritto nei centri per l’impiego, che vanno dapprima riformati e questo prevede un impiego di 2 miliardi di euro entro la fine dell’anno corrente e poi attivati per accogliere le migliaia di richieste che arriveranno nei centri.

Ma se tutto dovesse andare per il verso giusto, coperture permettendo, quali saranno gli effetti sul fronte del mercato del lavoro e dell’intero sistema paese. Ecco alcune mie personali osservazioni:

– Recupero della dignità umana e dello status di cittadino di un paese occidentale dell’ Unione Europea. Solo in Grecia e in Italia non è previsto alcun sussidio sociale in caso di perdita di lavoro (escluse alcune categorie) o quando lo si cerca attivamente.

 

– Emersione del lavoro nero o mal retribuito. Non ci sarà più interesse ad accettare lavori sotto la soglia dei 780,00 euro che rappresentano il 60% di un salario regolare.

– Aumento dei consumi e crescita del PIL nell’ordine di almeno l’1%, con inevitabili riflessi sul fronte della crescita dell’occupazione e dei redditi disponibili. Aumento degli investimenti nelle attività produttive e nella crescita delle imprese, per fatturato e numero di addetti.

– Diminuzione della micro-criminalità e reati contro il patrimoni, anche per l’effetto delle misure sulla sicurezza previste dal programma di Governo.

– Calo dei consumi di psico-farmaci (ansiolitici, antidepressivi, sonniferi). Alcuni dati (secondo una inchiesta del settimanale l’Espresso) indicano che in Italia il 55% della popolazione ricorre a queste cure per alleviare gli indesiderabili effetti che l’instabilità economica produce.

– Aumento della creatività e delle nuove iniziative imprenditoriali, non essendo più soggiogati dalle incertezze del reddito e della precarietà del lavoro. Molti potranno finalmente coltivare le loro passioni e i loro veri interessi.

Queste sono solo alcune considerazione della tanto auspicata misura prevista del Movimento 5 Stelle. I dietrologi ci ripetono questi giorni che non è possibile attuare questa misura, che mancano le coperture, vedremo. Ma credo che sulla coerenza del programma il M5S si gioca il suo futuro, gli italiani invece, se lo sono già giocati da un pezzo, non hanno più nulla da rischiare.