Il Governo del cambiamento

Il nuovo esecutivo a guida Conte, chiederà oggi la fiducia alle Camere. Nel suo discorso insediamento, il nuovo capo del Governo, ha confermato i punti programmatici previsti dal contratto siglato da Lega e M5S. Ma quali sono le vere novità rispetto al passato. Conte ha dichiarato che l’atteggiamento del Governo può riassumersi in tre passaggi: ascolto, esecuzione e controllo delle istanze che arrivano dalla pancia del paese, famiglie, imprese, sindacati, disoccupati. Le novità enunciate rispetto al passato sono tante, e questo segnale di rottura, di discontinuità arriva direttamente dalle urne, dal popolo sovrano, un profondo e radicale desiderio di cambiamento. Desiderio che ha dato il nome allo stesso Governo, del cambiamento.

Un coro di dissenso, quasi a rete unificate è arrivato proprio da quelle forze politiche, che questo bisogno di rinnovamento lo avevano determinato, con le politiche di austerity che hanno caratterizzato gli ultimi anni, creando ulteriore povertà nel paese (5 milioni di famiglie sotto la soglia di povertà) e una crescente disoccupazione giovanile soprattutto nelle aree meridionali. Il debito pubblico è cresciuto anziché diminuire, si è innalzato di altri 400 mld, malgrado il QE (quantitative easing) di Mario Draghi che ha tenuto a freno il costo dell’indebitamento pubblico. Le politiche economiche di austerity funzionano laddove i paesi a cui si applicano, non soffrono di eccessivo debito pubblico, altrimenti sortiscono l’effetto contrario. Bisogna ricorrere a quelle politiche economiche (Keynes- Roosevelt) che si realizzarono negli anni trenta negli Stati Uniti, con forti investimenti pubblici che portarono fuori dal baratro la grande economia americana. Anche in Europa si sono fatte promesse di grandi investimenti pubblici in opere e infrastrutture, ma dei 700 mld promessi da Junker, Presidente della Commissione Europea se ne sono visti solamente 5.

Il filosofo olandese Spinoza (nato ad Amsterdam nel 1632) asseriva che ogni cosa, secondo la sua ragion d’essere, tende a preservare nel suo essere. Questa tensione ”conatus” in latino, è una legge universale della vita che due secoli dopo anche la biologia ha confermato. Ogni organismo tende non solo a proteggersi ma anche ad accrescere la sua potenza vitale. E’ ciò a cui assistiamo in queste settimane: il “nonpuotismo” , il non si può fare a oltranza: reddito di cittadinanza, flat tax, abolizione legge Fornero, tutto semplicemente non si può fare a prescindere, mentre, vitalizi d’oro e privilegi riservate alle solo classi politiche rappresentative del popolo sovrano si possono conservare, si possono mantenere, per effetto di quel principio universale “conatus” del quale ci informava Spinoza. Per preservare se stessa, la stessa classe politica con la complicità dei media ha tirato fuori anche temi del tutto imprevisti nei punti del programma Lega-M5S: l’uscita dall’euro, con un diabolico “Piano-B” elaborato dal Ministro Savona nel 2013 di cui si trova traccia nel sito “scenari economici” , la richiesta di cancellazione di 250 mdl di debito pubblico, apparsa in un prima bozza del programma, la mancanza di copertura economica per la realizzazione del programma che ha un costo di 100 mld circa. Insomma, non si può fare.

In conclusione, io credo che l’unica cosa che si può fare è rimanere in Europa, rivedere i trattati economici che leniscono le economie dei paesi più deboli, con norme stringenti sui deficit di bilancio e dare la possibilità di far investimenti pubblici sforando quel rapporto Deficit-PIL di al 3% cui tanto si parla; abbassare la pressione fiscale che determinerebbe la maggiore disponibilità di reddito che sarà inevitabilmente destinato ai consumi, a cui corrisponderanno nuova creazione di posti di lavoro, crescita delle imprese e maggior gettito fiscale.
Keynes docet!

Emanuele Addabbo