Credito d’imposta al 40% per la formazione 4.0

Siamo nel paradosso del mercato del lavoro, mentre da una parte avanza la richiesta di addetti ed esperti per l’industria 4.0 dall’altra la disoccupazione giovanile galoppa a due cifre con punte del 64% in alcune aree del sud del paese. Ci sono 150 mila posti di lavoro da subito disponibili, nell’industria 4.0 che non trovano occupanti con professionalità adeguate, per mancanza di competenze digitali. Il sistema della formazione, va da subito adeguato a quelle che sono le reali esigenze del sistema produttivo, senza rincorrere falsi miti di professioni e competenze ormai superate. Siamo entrati nell’era dell’intelligenza artificiale, che modificherà molti ruoli, alcuni saranno completamente soppiantati.

Con l’ultima legge di stabilità (205/2017) il Governo ha previsto dei fondi per 100 milioni di euro per la formazione 4.0 da effettuarsi nel 2018, individuando una serie di ambiti di applicazione inerenti all’innovazione tecnologica:

– big data e analisi dei dati;
– cloud e fog computing;
– cyber security;
– sistemi cyber-fisici;
– prototipazione rapida;
– sistemi di visualizzazione e realtà aumentata;
– robotica avanzata e collaborativa;
– interfaccia uomo macchina;
– manifattura additiva;
– internet delle cose e delle macchine;
– integrazione digitale dei processi aziendali.

La formazione dovrà riguardare specifici ambiti di competenza nelle seguenti aree:

– vendita e marketing;
– informatica e tecniche;
– tecnologie di produzione.

Per ognuna di queste 3 categorie, nell’Allegato A della legge di Bilancio 2018 vengono elencati i settori (ben 106 voci) nei quali svolgere la formazione.

Le aziende che hanno realizzato piani di industria 4.0 possono fare formazione ai loro dipendenti e beneficiare di un credito d’imposta del 40% del loro costo salariale fino a un massimo di 300 mila euro.

Alcune anticipazioni sul Decreto attuativo Formazione 4.0, atteso per giugno 2018, prevede l’utilizzo di dipendenti interni “Tutor” coinvolti come formatori e in questo caso il loro costo può essere scontato fino a un massimo del 30% della loro retribuzione.

La TEAM MANAGEMENT è stata già coinvolta in molti progetti di formazione 4.0 (v. foto) e registra un interesse sempre più alto sia da parte degli addetti ai lavori che dalle stesse imprese che vedono aumentare sia la loro produttività che la loro efficienza.

 

Quale sarà l’impatto che le tecnologie avranno sull’occupazione?

 

Quale sarà l’impatto che le tecnologie avranno sull’occupazione? E’ la domanda che tutti si pongono. Le previsioni degli esperti, sociologi, economisti, variano dalle più nefaste alle più rosee. L’unico dato certo è che finalmente tutte quelle funzioni ripetitive e alienanti saranno demandate alle macchine e ai robot, processo questo, già in corso in molte imprese manifatturiere e industriali … ma nei servizi, nel cosiddetto terziario quale sarà il suo impatto. Sul mercato già esistono dei call center dotati di intelligenza artificiale con voce umanizzata in grado di rispondere alle mille questioni che gli vengono poste e di imparare a sua volta riconoscendo e classificando le migliori risposte. Ma quando parliamo di tecnologia, basta guardarsi in giro e la si vede sparsa ovunque; negli aeroporti dove le hostess di terra vengono sostituite dai totem, ai Mc Donald’s dove è possibile fare l’ordinazione e pagare su un pannello tecnologico e interattivo posto all’ingresso e ritirare subito dopo il vassoio dal banco.

Alcuni esperti sostengono che in realtà non diminuiranno i posti di lavoro, ma che oggi l’uomo dispone finalmente di un know-how che gli permette di aumentare la sua produttività e la sua efficienza nei processi produttivi. Altri parlano di re-skilling, ovvero di riqualificare tutti quei lavoratori con scarse abilità nei nuovi processi automatizzati e tecnologicamente avanzati. E’ un mondo che sta cambiando velocemente e radicalmente, influenzerà molti dei ritmi produttivi e degli stili di vita sociali. Se prima la produzione delle fabbriche scandiva i tempi sociali, con orari di apertura e chiusura, fine settimana, ferie ad agosto, oggi i ritmi della produzione e della distribuzione sono fuori da questi canoni; chi ne ha risentito di più sono i servizi, dove ormai si può lavorare da casa connessi alle rete e non smettere mai…

L’Italia risulta al 25° posto nella classifica Global Connectivity Index di Huawei che misura l’indice di digitalizzazione dei singoli paesi a livello mondiale e l’impatto che gli investimenti digitali hanno sull’economia. Al primo posto troviamo gli Stati Uniti, segue Singapore, Svezia, Svizzera e Regno Unito. L’Italia con il suo 25° posto è molto più vicina ai primi che agli ultimi e hanno inciso su questo piazzamento le iniziative dell’impresa 4.0 e la corsa al 5G.
L’Europa ha stanziato qualche settimana fa 20 miliardi di euro per la ricerca e gli investimenti nell’intelligenza artificiale. Sotto la spinta dell’intelligenza artificiale l’economia 4.0 potrebbe valere nel 2025 qualcosa come 23 mila miliardi, cioè quasi il doppio di quelli stimati per il 2017.

Si stima che gli investimento digitali hanno un ROI di 6,7 volte superiore agli investimenti tradizionali, non a caso l’economia digitale mondiale è cresciuta a un ritmo quasi il triplo rispetto al Pil mondiale, ma il vero problema è che i paesi arretrati rimarranno sempre più indietro e quelli più avanzati correranno sempre di più, è una forbice che aumenta le distanze e che i sociologi chiamano “effetto San Matteo”.

Qual è lo stato dell’arte nel sistema produttivo italiano? Il Governo Gentiloni ha rifinanziato il piano nazionale “Impresa 4.0” con ulteriori 9,5 mld di euro fino al 2020, otre ai primi 20 già stanziati con il piano precedente “Industria 4.0”. Si stima che le imprese che hanno beneficiato del credito d’imposta nel 2017 siano aumentate del 107% rispetto al 2016. C’è molto ancora da fare, se il sistema produttivo italiano vuole rimanere in corsa e allinearsi al resto delle economie più tecnologicamente avanzate. Manca un’informazione capillare, spesso demandata ai commercialisti che dovrebbero informare le imprese sulle misure in atto e sui benefici previsti. Il gap, prima che tecnologico è culturale, siamo ancorati a un vecchio modello di business, a vecchie competenze ormai superate, il mondo della formazione dovrebbe emanciparsi da se stesso e cominciare a guardare quale futuro ci aspetta, cominciare a formare i giovani sulle vere competenze e abilità che saranno richieste, non su vecchie skills che saranno dimenticate.

Emanuele Addabbo

150 mila bar, 18 miliardi di fatturato, ma il numero degli esercizi registra ancora un saldo negativo di 5.664 attività.

Si è tenuto a Torino un incontro con il presidente FIPE Lino Enrico Stoppani in occasione di Gourmet Expoforum un incontro promosso con Pubblici Esercizi Associati e Ascom dello stesso capoluogo, dove sono stati presentati i dati sui Pubblici Esercizi italiani.

Il numero dei bar in attività in Italia sono 149.154 con un volume d’affari complessivo di 18 miliardi di euro. 5,4 milioni di italiani amano fare colazione al bar e con una spesa media di 2,40 euro a persona. Si consuma prevalentemente bevande calde (36,6 %) al primo posto c’è l’irrinunciabile caffè con un costo medio di 1,00 euro e a seguire cappuccino con un prezzo medio di 1,30 euro. La regione con il più alto numero di bar è la Lombardia con 16,9% segue il Lazio 10,4% e la Campania con il 9,6% segue il Veneto e il Piemonte.

Tra le tipologie di bar prevalgono i breakfast e i morning (30%) seguiti dai generalisti (24%), lunch bar (17%), bar serali (16%) e bar multifunzione (14%). A consumare il loro pranzo al bar, sono invece, 1,3 milioni di italiani con una spesa media di 7,50 euro a persona.

Il dato meno incoraggiante è il saldo negativo del 2017 di 5.664 imprese che hanno chiuso i battenti, la differenza tra le iscritte (6.335) e le cessate (11.979.

Come avevo già segnalato in un mio precedente articolo “Come far chiudere un pubblico esercizio in 10 mosse” gli errori che si commettono e che sono la causa principale della chiusura di un bar, sono sempre gli stessi:
• Avere una proposta generalista senza elementi distintivi
• Personale scadente e a buon mercato
• Ubicazione sbagliata in punti non nevralgici.
• Scarsa pulizia degli ambienti
• Offerta limitata e ripetitiva nel tempo.
• Difficoltà di parcheggio.
• Accoglienza scadente o assente.
• Mancanza delle capacità relazionali con la clientela, talvolta si è protervi o riottosi.
• Assenza di un controllo di gestione adeguato aggiornato
• Incapacità della gestione finanziaria dell’attività

e altri ancora, si potrebbe continuare con altre innumerevoli ragioni. Ma da addetto al settore, ritengo che una delle ragioni principali sia la scarsità della formazione degli addetti al settore; non è più sufficiente saper fare un buon caffè, le competenze richieste sono sempre più trasversali, che variano dal controllo di gestione al web marketing, dalla gestione del personale alla customer sactisfaction …

Suggerisco di cominciare a crearsi i rudimenti (i principi elementari di una disciplina), seguendo anche un semplice video-corso (in eLearning) di Food and Beverage Manager accessibile a tutti, con una spesa modica e fruibile da qualsiasi dispositivo pc, smartphone, iPad ecc. come quella che la Team Management propone ormai da anni, dopo averlo divulgato a centinaia di studenti in ogni parte d’Italia.

Il Governo del cambiamento

Il nuovo esecutivo a guida Conte, chiederà oggi la fiducia alle Camere. Nel suo discorso insediamento, il nuovo capo del Governo, ha confermato i punti programmatici previsti dal contratto siglato da Lega e M5S. Ma quali sono le vere novità rispetto al passato. Conte ha dichiarato che l’atteggiamento del Governo può riassumersi in tre passaggi: ascolto, esecuzione e controllo delle istanze che arrivano dalla pancia del paese, famiglie, imprese, sindacati, disoccupati. Le novità enunciate rispetto al passato sono tante, e questo segnale di rottura, di discontinuità arriva direttamente dalle urne, dal popolo sovrano, un profondo e radicale desiderio di cambiamento. Desiderio che ha dato il nome allo stesso Governo, del cambiamento.

Un coro di dissenso, quasi a rete unificate è arrivato proprio da quelle forze politiche, che questo bisogno di rinnovamento lo avevano determinato, con le politiche di austerity che hanno caratterizzato gli ultimi anni, creando ulteriore povertà nel paese (5 milioni di famiglie sotto la soglia di povertà) e una crescente disoccupazione giovanile soprattutto nelle aree meridionali. Il debito pubblico è cresciuto anziché diminuire, si è innalzato di altri 400 mld, malgrado il QE (quantitative easing) di Mario Draghi che ha tenuto a freno il costo dell’indebitamento pubblico. Le politiche economiche di austerity funzionano laddove i paesi a cui si applicano, non soffrono di eccessivo debito pubblico, altrimenti sortiscono l’effetto contrario. Bisogna ricorrere a quelle politiche economiche (Keynes- Roosevelt) che si realizzarono negli anni trenta negli Stati Uniti, con forti investimenti pubblici che portarono fuori dal baratro la grande economia americana. Anche in Europa si sono fatte promesse di grandi investimenti pubblici in opere e infrastrutture, ma dei 700 mld promessi da Junker, Presidente della Commissione Europea se ne sono visti solamente 5.

Il filosofo olandese Spinoza (nato ad Amsterdam nel 1632) asseriva che ogni cosa, secondo la sua ragion d’essere, tende a preservare nel suo essere. Questa tensione ”conatus” in latino, è una legge universale della vita che due secoli dopo anche la biologia ha confermato. Ogni organismo tende non solo a proteggersi ma anche ad accrescere la sua potenza vitale. E’ ciò a cui assistiamo in queste settimane: il “nonpuotismo” , il non si può fare a oltranza: reddito di cittadinanza, flat tax, abolizione legge Fornero, tutto semplicemente non si può fare a prescindere, mentre, vitalizi d’oro e privilegi riservate alle solo classi politiche rappresentative del popolo sovrano si possono conservare, si possono mantenere, per effetto di quel principio universale “conatus” del quale ci informava Spinoza. Per preservare se stessa, la stessa classe politica con la complicità dei media ha tirato fuori anche temi del tutto imprevisti nei punti del programma Lega-M5S: l’uscita dall’euro, con un diabolico “Piano-B” elaborato dal Ministro Savona nel 2013 di cui si trova traccia nel sito “scenari economici” , la richiesta di cancellazione di 250 mdl di debito pubblico, apparsa in un prima bozza del programma, la mancanza di copertura economica per la realizzazione del programma che ha un costo di 100 mld circa. Insomma, non si può fare.

In conclusione, io credo che l’unica cosa che si può fare è rimanere in Europa, rivedere i trattati economici che leniscono le economie dei paesi più deboli, con norme stringenti sui deficit di bilancio e dare la possibilità di far investimenti pubblici sforando quel rapporto Deficit-PIL di al 3% cui tanto si parla; abbassare la pressione fiscale che determinerebbe la maggiore disponibilità di reddito che sarà inevitabilmente destinato ai consumi, a cui corrisponderanno nuova creazione di posti di lavoro, crescita delle imprese e maggior gettito fiscale.
Keynes docet!

Emanuele Addabbo

Reddito di cittadinanza, scommettiamo che …

Questa, è la settimana decisiva per la nascita del nuovo Governo a guida Lega-M5S con la guida di Giuseppe Conte, giurista di prim’ordine e docente all’Università di Firenze. Tra le misure tanto attese c’è il “Reddito di cittadinanza” che prevede un reddito minimo di 780,00 euro netti mensili a chi cerca lavoro attivamente dopo essersi iscritto nei centri per l’impiego, che vanno dapprima riformati e questo prevede un impiego di 2 miliardi di euro entro la fine dell’anno corrente e poi attivati per accogliere le migliaia di richieste che arriveranno nei centri.

Ma se tutto dovesse andare per il verso giusto, coperture permettendo, quali saranno gli effetti sul fronte del mercato del lavoro e dell’intero sistema paese. Ecco alcune mie personali osservazioni:

– Recupero della dignità umana e dello status di cittadino di un paese occidentale dell’ Unione Europea. Solo in Grecia e in Italia non è previsto alcun sussidio sociale in caso di perdita di lavoro (escluse alcune categorie) o quando lo si cerca attivamente.

 

– Emersione del lavoro nero o mal retribuito. Non ci sarà più interesse ad accettare lavori sotto la soglia dei 780,00 euro che rappresentano il 60% di un salario regolare.

– Aumento dei consumi e crescita del PIL nell’ordine di almeno l’1%, con inevitabili riflessi sul fronte della crescita dell’occupazione e dei redditi disponibili. Aumento degli investimenti nelle attività produttive e nella crescita delle imprese, per fatturato e numero di addetti.

– Diminuzione della micro-criminalità e reati contro il patrimoni, anche per l’effetto delle misure sulla sicurezza previste dal programma di Governo.

– Calo dei consumi di psico-farmaci (ansiolitici, antidepressivi, sonniferi). Alcuni dati (secondo una inchiesta del settimanale l’Espresso) indicano che in Italia il 55% della popolazione ricorre a queste cure per alleviare gli indesiderabili effetti che l’instabilità economica produce.

– Aumento della creatività e delle nuove iniziative imprenditoriali, non essendo più soggiogati dalle incertezze del reddito e della precarietà del lavoro. Molti potranno finalmente coltivare le loro passioni e i loro veri interessi.

Queste sono solo alcune considerazione della tanto auspicata misura prevista del Movimento 5 Stelle. I dietrologi ci ripetono questi giorni che non è possibile attuare questa misura, che mancano le coperture, vedremo. Ma credo che sulla coerenza del programma il M5S si gioca il suo futuro, gli italiani invece, se lo sono già giocati da un pezzo, non hanno più nulla da rischiare.

Primo MASTER in MANAGEMENT ALBERGHIERO completamente in eLearning (video corso)

Sta riscuotendo un grosso successo il Master in Management Alberghiero proposto dalla Team Management a soli 59,00 euro.

Riceviamo feedback positivi da diverse parti d’Italia e anche dall’estero sia sui contenuti che sulla modalità di fruizione in eLearning.

I vantaggi dei corsi in eLearning sono numerosi:

– le lezioni si possono vedere tutte le volte che si vuole.
– sono fruibili da qualsiasi dispositivo (PC, tablet, smartphone, smart TV).
– le lezioni sono registrate con protocolli standard SCORM.
– i docenti sono professionisti del settore.
– si possono scaricare dispense o eBook per seguire le lezioni.

Il Master  è costituito da 4 corsi in eLearning del valore ognuno di 29,00 € per un totale di 116,00 euro + Libro in “Hospitality Business Coaching” del Dott. Emanuele Addabbo con un prezzo di copertina di 20,00 Euro che potrai scaricare direttamente in Pdf.

*Revenue Management di Franco Grasso (il maggior esperto italiano in Revenue Management)
*SPA Manager e Direttori Centri Benessere (+ sessione dedicata all’applicazione del Revenue Management nelle SPA)
*Food and Beverage Manager
*Business Coaching per l’ospitalità’  + libro in Hospitality Business Coaching


VALORE TOTALE DEL MASTER 4 CORSI + IL LIBRO = 136,00 euro

 L’OFFERTA PREVEDE LA POSSIBILITA’ DI ACQUISTARE TUTTO

A SOLI 59,00 euro significa OLTRE IL 50% DI SCONTO! 



Il corso si pone come obiettivo quello di fornire al discente una visione d’insieme degli strumenti basilari per una corretta gestione dell’azienda alberghiera con delle moderne tecniche di gestione manageriale orientate al rendimento.

Il Master si rivolge quanti vogliono specializzarsi a livello manageriale nella gestione alberghiera attraverso il moderno utilizzo del Revenue Management applicato a tutti reparti dell’albergo, dalle camere alla SPA e infine alla ristorazione. Si intende favorire lo sviluppo delle capacità manageriali insieme ad un approccio di tipo imprenditoriale. La metodologia didattica, eLearning permette di accedere alla video lezioni in maniera del tutto autonoma e senza vincoli di frequenza. Si potrà vedere il corso tutte le volte che si vuole da qualsiasi dispositivo, cellulare, tablet, pc.

Il Master ha l’obiettivo di preparare figure manageriali ad elevata qualificazione attraverso: lo sviluppo delle capacità di analisi, diagnosi e soluzione delle problematiche gestionali inerenti le diverse aree funzionali; l’approfondimento specialistico dei linguaggi, delle logiche e degli strumenti che consentono di ricoprire alcuni ruoli professionali del Management Alberghiero; un forte orientamento all’azione e al risultato.

Destinatari
Il corso si rivolge a quanti già operano nel settore ed intendono ricoprire quelle tipiche funzioni manageriali o a quanti intendono avviare un’attività di questo genere e sono sprovvisti di conoscenze empiriche che gli permettano di organizzare e gestire un pubblico esercizio.

Attestato di frequenza
Alla fine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione .

Docenti del master
Tutti i docenti dei corsi della Team management sono esperti professionisti della formazione e provengono da concrete e comprovate esperienze manageriali maturate sul campo in contesti nazionali ed internazionali. I profili di ciascun docente sono disponibili nel sito della Team Management.

Impresa 4.0 – Credito d’imposta per la ricerca e lo sviluppo.

Al Rework 2018 che si è tenuto a Roma il 2 e 3 marzo 2018 il Dott. Emanuele Addabbo nel suo intervento “Impresa 4.0 come finanziare Revenue e Tecnologie” ha illustrato come le imprese del settore turistico – alberghiero possono beneficiare degli incentivi fiscali previsti dal “Piano Nazionale Impresa 4.0” ormai entrato nella sua seconda fase, dopo l’approvazione della legge di stabilità del 2018.

Le imprese che effettuano investimenti in ricerca e sviluppo avranno la possibilità – per gli anni 2015, 2016, 2017, 2018 e 2019 di ottenere un’agevolazione fiscale, sotto forma di credito d’imposta (fondo perduto) fino al 50% dei costi ammissibili. Il bonus è riconosciuto a tutte le imprese, indipendentemente dalle dimensioni aziendali, dalla forma giuridica, dal settore di attività e dal regime contabile adottato.

 

Lo spirito che accompagna il Piano Nazionale Impresa 4.0, è quello di spingere le aziende di ogni settore e dimensione ad innovarsi nei metodi, nei processi, nelle nuove modalità di servizio avvalendosi della tecnologia oggi disponibile sul mercato.

Il meccanismo di calcolo del credito d’imposta è di tipo incrementale: spetta sulle spese sostenute in ciascun periodo di imposta agevolato in eccedenza rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nel periodo 2012, 2013 e 2014, ovvero dalla costituzione se questa è avvenuta da meno di tre anni. Il credito d’imposta spetta fino a un importo massimo annuale di 20 milioni per ciascun beneficiario ed è riconosciuto a condizione che la spesa complessiva per investimenti in ricerca e sviluppo effettuata in ciascun periodo d’imposta in relazione al quale si intende fruire dell’agevolazione ammonti almeno a 30.000 euro.

L’agevolazione ha carattere automatico: per ottenerla non occorre un’autorizzazione, ma è sufficiente indicarla nella dichiarazione dei redditi. È però fondamentale preparare con attenzione tutta la documentazione probatoria da mettere a disposizione dell’Agenzia delle Entrate in caso di controllo in loco. Per questo è indispensabili rivolgersi a professionisti preparati in grado di seguire tutto l’iter agevolativo con attenzione.

 

La TEAM MANAGEMENT affiancata da professionisti esperti nella materia, oggi è a disposizione di tutte quelle imprese che vogliono beneficiare degli incentivi previsti dal “Piano Nazionale Impresa 4.0”.

Le nuove frontiere della formazione: corsi di formazione in eLearning.

Una vera rivoluzione tecnologica sta attraversando il mondo della formazione, con l’avvento delle nuove tecnologie oggi è possibile formarsi anche standone comodamente seduti in ufficio davanti a un PC, un iPad o semplicemente rimanendo collegati al proprio cellulare mentre scorrono ininterrottamente le immagini di un corso in eLearning .

Si questo è il nome della nuova frontiera dei corsi di formazione in eLearning.

Con un prezzo accessibile a tutti (a soli 29,00 €) per un corso che ha una durata media di 5 ore, un accesso immediato alle video lezioni da una piattaforma nata per questo oggi buona parte degli operatori si formano con ogni tipo di dispositivo in loro possesso senza raggiungere aule sparse sul territorio, evitando costi di viaggio e tutto ciò che ne consegue in termini di costi (vitto, alloggio e altro) senza considerare il disagio di doversi assentare dal proprio luogo di lavoro e lontani dalla propria famiglia.

Diverse organizzazioni del settore turistico hanno ritenuto necessario creare delle vere e proprie infrastrutture (piattaforme online) dove caricano video-corsi e documenti per formare il loro personale, che dopo aver visionato i corsi e letto il materiale didattico che possono scaricare direttamente dalla stessa piattaforma, fanno dei test di apprendimento con domande chiuse e dal punteggio che emerge tracciano il loro livello di conoscenza del ruolo e delle competenze che questo richiede.

Team Management propone da qualche anno diversi corsi in eLearning e tra i più richiesti c’è il Master in Management Alberghiero inclusivo di 4 corsi:

Revenue Management di Franco Grasso
(il maggior esperto italiano in Revenue Management)

SPA Manager e Direttori Centri Benessere
(l’unico corso dove si parla di Revenue Management applicato alle nelle SPA e ai Centri Benessere)

Food and Beverage Manager

Business Coaching per l’Ospitalità (+ libro in Hospitality Business Coaching)

Le iscrizioni fioccano da ogni parte in ogni ora del giorno, in tanti ci chiamano per chiederci se stiamo pensando a nuovi corsi da metter sulla nostra piattaforma. Ci stiamo lavorando e a breve tra qualche settimana, finito il montaggio, caricheremo un altro corso in eLearning che avrà un sicuro successo.

L’investimento in conoscenza è quello a più alto tasso d’interesse!

Come consulente e formatore ho seguito molte avventure professionali nel settore della ristorazione, ma come ti dicevo nell’ultimo post, ci sono dei 10 principi ineluttabili che se applicati correttamente, non assicurano il successo della tua impresa ma evitano il fallimento, in questo settore sempre più ricco di opportunità di crescita e possibilità di affermarsi economicamente.

Tra i tanti casi aziendali a cui ho assistito nell’arco della mia carriera, ce ne uno in particolare che è rimasto impresso nella mia memoria.

Non più di qualche anno fa si iscrisse a un mio corso di Food and Beverage, Marco, un ragazzo cresciuto in una zona povera della nostra Italia, ma che amava questo settore e aveva tanta voglia di fare e crescere professionalmente.

Lo capii subito dalle domande che mi rivolgeva durante le mie lezioni in aula, sembrava che avesse fretta di imparare, di metter in pratica e così fu.

Aveva da poco preso in gestione una pizzeria d’asporto, un buco, ma quello poteva permettersi con i risparmi di anni di lavoro e di fatica prima come cameriere e poi come pizzaiolo nei vari locali della sua provincia.

Ma il suo sogno era gestire direttamente un’attività e applicare tutti quelle strategie che i suoi datori di lavoro ignoravano, anche se lui con un po’ d’insistenza cercava di propinargli.

Durante il corso oltre che alle classiche tematiche sul controllo di gestione e quindi dei costi, ricavi, margine di contribuzione, profitto, punto di equilibrio, introdussi il tema del Revenue Management applicato alla ristorazione, cioè su come incrementare le vendite e far aumentare il profitto d’impresa.

Marco mostrò subito grande interesse su questo tema e appena terminavano le lezioni correva nella sua piccola azienda ad applicare quanto era stato esposto durante la lezione.

Tra gli argomenti del corso c’era anche un’area tematica che riguardava il web e digital marketing applicato alla ristorazione, con tutte le nuove app ormai disponibili e i canali social.

Anche qui Marco non faceva che prendere appunti e smanettare sul suo cellulare già durante le lezioni.

Marco, per tutto il corso si sedette da solo e durante la pausa metteva in ordine i suoi appunti. Prima di riprendere la lezione con gli argomenti successivi, mi inondava di domande e sottoponeva questioni gestionali.

Il corso terminò e lui ringraziandomi per quanto appreso mi promise che avrebbe sperimentato tutto quello che era stato detto in quel ciclo di lezioni.

Sono tornato nella stessa città qualche anno dopo per un altro corso e come spesso accade quando sono fuori casa, mi piace cenare sempre in posti diversi, per vedere nuovi locali e gustare le ultime proposte della buona cucina.

Alcuni corsisti mi suggerirono di provare una nuova pizzeria che si era appena aperta e che stava riscuotendo un grande successo, mi dissero che il sabato e la domenica si faceva la fila per entrare e senza prenotazione era impossibile sedersi a tavola in quel posto.

Per fortuna non capitai in quella città nel week-end, era un mercoledì come tanti altri e dopo quei suggerimenti sulla prenotazione non esitai a chiamare il locale e a prenotare.

Lasciai il mio cognome: ADDABBO.

Arrivai puntuale all’ora prevista e con grande sorpresa ad accogliermi vestito di tutto punto in giacca e cravatta, trovai Marco. Professionale, elegante, con aria molto sicura di sé e con un gran sorriso mi disse: – dal cognome ho capito subito che era lei – e dopo i saluti iniziali e gli apprezzamenti per il locale mi chiese se poteva quella sera sedersi con me per fare due chiacchiere, gli risposi: con grande piacere. Gli chiesi: ma cosa hai combinato in questi anni dopo il corso che hai fatto con me? E lui mi rispose: ho messo in pratica tutte le cose che ci ha detto durante il corso di formazione, alla lettera, parola dopo parola.

Rimasi piacevolmente sorpreso di come i corsi di formazione, quando non sono costruiti sul nozionismo ma, sulla conoscenza che nasce dall’esperienza e dalla sperimentazione sul campo, danno ottimi risultati.

Come Marco aveva dimostrato. Bravo Marco!

Abbiamo programmato per il prossimo autunno 2017  a Torino il 7-8 e 9 novembre   e a Roma il 14 – 15 e 16 novembre  due edizioni del corso di Food and Beverage Manager come quello che Marco ha seguito qualche anno fa. Non perdere la grande occasione di essere preparato e pronto per affrontare il fantastico mondo della ristorazione.

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Dieci punti fondamentali per il tuo successo nella ristorazione!

Se operi nel grande mercato della ristorazione, oggi vorrei darti qualche suggerimento su come migliorare il tuo business.

Ovviamente, non esiste nessuna formula magica o regole certe che possano garantire il successo di un locale che opera nella ristorazione; ma orientamenti, intuito, buon senso, capacità previsionale. Questo è ciò che fa la differenza tra un buon imprenditore e un cattivo imprenditore. Se tutto fosse oggettivo e prevedibile, non si spiegherebbe perché ogni anno molte imprese escono dal mercato.

Solo nel dicembre 2015 come risulta dagli archivio delle Camere di Commercio su 16.000 nuove aperture 27.000 hanno cessato la loro attività con un saldo negativo pari a -11.000 unità, superiore a quello registrato nel 2014 quando toccò -10.290 unità.

Nella mia lunga esperienza di coach, formatore e consulente maturata in questo settore, ho visto molte attività avere un successo inspiegabile, altre invece, per quanto attente ad ogni singolo dettaglio fallire miseramente. Come dicevo, non ci sono “regole certe”, ricette facili, formule magiche, ritengo invece che, ci siano dei punti fondamentali a cui dobbiamo attenerci non per avere successo, ma per evitare il fallimento, che di per se è già un ottimo risultato…

Ecco dieci punti molto importanti:

1) Scegli prima il mercato poi il prodotto. Questo è uno degli errori più comune di chi avvia un’attività. Assicurati che il tuo locale sia visibile, facilmente raggiungibile e che sia facile trovare parcheggio. Aprilo in un posto nevralgico, ad alta frequenza di passanti.
2) Analizza bene i tuoi concorrenti valutando: prezzi, servizi, prodotti, comunicazione interne ed esterna, il loro personale e il livello di flusso di clientela che sono in grado di attirare. Studia il mercato, la capacità di spesa della tua clientela, osserva il quadro macro-economico.
3) Formula un’offerta che ti distingua dalla tua concorrenza e che abbia dei tratti distintivi e visibili, per la capacità di presentare le tue proposte, cura i dettagli, il packaging. Tieni sempre qualche prodotto in promozione o un’offerta speciale.
4) Assicurati che il personale di contatto abbia facilità nei rapporti con la clientela, che abbia un aspetto curato e la divisa in ordine. Ricordati che sono le persone a cui hai delegato la funzione più importante “la vendita” cioè, generare risorse economiche necessarie per la sopravvivenza della tua azienda, per cui misura con strumenti idonei, (Keys performing sales indicators) la loro capacità di vendita.
5) Scegli un buon design, curato nei dettagli, assicurati che gli spazi dedicati alla vendita sia proporzionali a quelli destinati alla produzione o ai laboratori. I tuoi dipendenti dovranno passare molte ore in quel posto. Cura gli odori, la luce degli ambienti, abbi sempre un po’ di musica come sottofondo, accertati che le toilette siano sempre tenute in ordine e pulite.
6) Fai una buona selezione dei prodotti e di ciò che sei in grado di offrire. Chiediti sempre: a me piace? Io lo mangerei? Il prezzo è adeguato? Se non sei sicuro della risposta lascia che sia una persona di cui ti fidi a testare il prodotto, senza che sia influenzato dal vostro rapporto personale. Proponi cose veramente buone, che chiunque vorrebbe mangiare.
7) Elabora un budget, tieni sempre sotto controllo i tuoi costi più importanti: il personale e il costo delle materie prime. Ma senza esagerare. Perché i costi diventano un problema quando perdi di vista i ricavi. Concentrati invece sulle vendite, migliora la tua offerta, le tue proposte, sii accattivante nelle offerte … il resto verrà da se.
8) Sii digital, abbi un sito web, curato nei dettagli, fatto bene con una grafica di qualità, apri una pagina Facebook, pubblica le tue foto su Instagram, non trascurare le tante possibilità che hai di prendere prenotazioni o di vendere online. Il web è ricco di opportunità.
9) Gestisci bene il tuo personale scrivi le job description (mansionario), organizza bene i loro orari di lavoro, evita sovrapposizioni di competenze, cura il tuo rapporto con loro, dai loro dei benefit, ascolta i loro suggerimenti. Sii un grande motivatore.
10) Non sentirti mai arrivato sei solo all’inizio di un percorso che non termina mai; è quello che fai ogni giorno che deve piacerti, deve appassionarti e coinvolgere profondamente, perché sarà solo la tua passione per quello che fai ad assicurarti il successo.

Altri elementi potrebbero essere aggiunti, ma credo che già attenersi a queste semplici indicazioni ci mette sulla buona strada…

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