Credito d’imposta al 40% per la formazione 4.0

Siamo nel paradosso del mercato del lavoro, mentre da una parte avanza la richiesta di addetti ed esperti per l’industria 4.0 dall’altra la disoccupazione giovanile galoppa a due cifre con punte del 64% in alcune aree del sud del paese. Ci sono 150 mila posti di lavoro da subito disponibili, nell’industria 4.0 che non trovano occupanti con professionalità adeguate, per mancanza di competenze digitali. Il sistema della formazione, va da subito adeguato a quelle che sono le reali esigenze del sistema produttivo, senza rincorrere falsi miti di professioni e competenze ormai superate. Siamo entrati nell’era dell’intelligenza artificiale, che modificherà molti ruoli, alcuni saranno completamente soppiantati.

Con l’ultima legge di stabilità (205/2017) il Governo ha previsto dei fondi per 100 milioni di euro per la formazione 4.0 da effettuarsi nel 2018, individuando una serie di ambiti di applicazione inerenti all’innovazione tecnologica:

– big data e analisi dei dati;
– cloud e fog computing;
– cyber security;
– sistemi cyber-fisici;
– prototipazione rapida;
– sistemi di visualizzazione e realtà aumentata;
– robotica avanzata e collaborativa;
– interfaccia uomo macchina;
– manifattura additiva;
– internet delle cose e delle macchine;
– integrazione digitale dei processi aziendali.

La formazione dovrà riguardare specifici ambiti di competenza nelle seguenti aree:

– vendita e marketing;
– informatica e tecniche;
– tecnologie di produzione.

Per ognuna di queste 3 categorie, nell’Allegato A della legge di Bilancio 2018 vengono elencati i settori (ben 106 voci) nei quali svolgere la formazione.

Le aziende che hanno realizzato piani di industria 4.0 possono fare formazione ai loro dipendenti e beneficiare di un credito d’imposta del 40% del loro costo salariale fino a un massimo di 300 mila euro.

Alcune anticipazioni sul Decreto attuativo Formazione 4.0, atteso per giugno 2018, prevede l’utilizzo di dipendenti interni “Tutor” coinvolti come formatori e in questo caso il loro costo può essere scontato fino a un massimo del 30% della loro retribuzione.

La TEAM MANAGEMENT è stata già coinvolta in molti progetti di formazione 4.0 (v. foto) e registra un interesse sempre più alto sia da parte degli addetti ai lavori che dalle stesse imprese che vedono aumentare sia la loro produttività che la loro efficienza.

 

Quale sarà l’impatto che le tecnologie avranno sull’occupazione?

 

Quale sarà l’impatto che le tecnologie avranno sull’occupazione? E’ la domanda che tutti si pongono. Le previsioni degli esperti, sociologi, economisti, variano dalle più nefaste alle più rosee. L’unico dato certo è che finalmente tutte quelle funzioni ripetitive e alienanti saranno demandate alle macchine e ai robot, processo questo, già in corso in molte imprese manifatturiere e industriali … ma nei servizi, nel cosiddetto terziario quale sarà il suo impatto. Sul mercato già esistono dei call center dotati di intelligenza artificiale con voce umanizzata in grado di rispondere alle mille questioni che gli vengono poste e di imparare a sua volta riconoscendo e classificando le migliori risposte. Ma quando parliamo di tecnologia, basta guardarsi in giro e la si vede sparsa ovunque; negli aeroporti dove le hostess di terra vengono sostituite dai totem, ai Mc Donald’s dove è possibile fare l’ordinazione e pagare su un pannello tecnologico e interattivo posto all’ingresso e ritirare subito dopo il vassoio dal banco.

Alcuni esperti sostengono che in realtà non diminuiranno i posti di lavoro, ma che oggi l’uomo dispone finalmente di un know-how che gli permette di aumentare la sua produttività e la sua efficienza nei processi produttivi. Altri parlano di re-skilling, ovvero di riqualificare tutti quei lavoratori con scarse abilità nei nuovi processi automatizzati e tecnologicamente avanzati. E’ un mondo che sta cambiando velocemente e radicalmente, influenzerà molti dei ritmi produttivi e degli stili di vita sociali. Se prima la produzione delle fabbriche scandiva i tempi sociali, con orari di apertura e chiusura, fine settimana, ferie ad agosto, oggi i ritmi della produzione e della distribuzione sono fuori da questi canoni; chi ne ha risentito di più sono i servizi, dove ormai si può lavorare da casa connessi alle rete e non smettere mai…

L’Italia risulta al 25° posto nella classifica Global Connectivity Index di Huawei che misura l’indice di digitalizzazione dei singoli paesi a livello mondiale e l’impatto che gli investimenti digitali hanno sull’economia. Al primo posto troviamo gli Stati Uniti, segue Singapore, Svezia, Svizzera e Regno Unito. L’Italia con il suo 25° posto è molto più vicina ai primi che agli ultimi e hanno inciso su questo piazzamento le iniziative dell’impresa 4.0 e la corsa al 5G.
L’Europa ha stanziato qualche settimana fa 20 miliardi di euro per la ricerca e gli investimenti nell’intelligenza artificiale. Sotto la spinta dell’intelligenza artificiale l’economia 4.0 potrebbe valere nel 2025 qualcosa come 23 mila miliardi, cioè quasi il doppio di quelli stimati per il 2017.

Si stima che gli investimento digitali hanno un ROI di 6,7 volte superiore agli investimenti tradizionali, non a caso l’economia digitale mondiale è cresciuta a un ritmo quasi il triplo rispetto al Pil mondiale, ma il vero problema è che i paesi arretrati rimarranno sempre più indietro e quelli più avanzati correranno sempre di più, è una forbice che aumenta le distanze e che i sociologi chiamano “effetto San Matteo”.

Qual è lo stato dell’arte nel sistema produttivo italiano? Il Governo Gentiloni ha rifinanziato il piano nazionale “Impresa 4.0” con ulteriori 9,5 mld di euro fino al 2020, otre ai primi 20 già stanziati con il piano precedente “Industria 4.0”. Si stima che le imprese che hanno beneficiato del credito d’imposta nel 2017 siano aumentate del 107% rispetto al 2016. C’è molto ancora da fare, se il sistema produttivo italiano vuole rimanere in corsa e allinearsi al resto delle economie più tecnologicamente avanzate. Manca un’informazione capillare, spesso demandata ai commercialisti che dovrebbero informare le imprese sulle misure in atto e sui benefici previsti. Il gap, prima che tecnologico è culturale, siamo ancorati a un vecchio modello di business, a vecchie competenze ormai superate, il mondo della formazione dovrebbe emanciparsi da se stesso e cominciare a guardare quale futuro ci aspetta, cominciare a formare i giovani sulle vere competenze e abilità che saranno richieste, non su vecchie skills che saranno dimenticate.

Emanuele Addabbo

Il Governo del cambiamento

Il nuovo esecutivo a guida Conte, chiederà oggi la fiducia alle Camere. Nel suo discorso insediamento, il nuovo capo del Governo, ha confermato i punti programmatici previsti dal contratto siglato da Lega e M5S. Ma quali sono le vere novità rispetto al passato. Conte ha dichiarato che l’atteggiamento del Governo può riassumersi in tre passaggi: ascolto, esecuzione e controllo delle istanze che arrivano dalla pancia del paese, famiglie, imprese, sindacati, disoccupati. Le novità enunciate rispetto al passato sono tante, e questo segnale di rottura, di discontinuità arriva direttamente dalle urne, dal popolo sovrano, un profondo e radicale desiderio di cambiamento. Desiderio che ha dato il nome allo stesso Governo, del cambiamento.

Un coro di dissenso, quasi a rete unificate è arrivato proprio da quelle forze politiche, che questo bisogno di rinnovamento lo avevano determinato, con le politiche di austerity che hanno caratterizzato gli ultimi anni, creando ulteriore povertà nel paese (5 milioni di famiglie sotto la soglia di povertà) e una crescente disoccupazione giovanile soprattutto nelle aree meridionali. Il debito pubblico è cresciuto anziché diminuire, si è innalzato di altri 400 mld, malgrado il QE (quantitative easing) di Mario Draghi che ha tenuto a freno il costo dell’indebitamento pubblico. Le politiche economiche di austerity funzionano laddove i paesi a cui si applicano, non soffrono di eccessivo debito pubblico, altrimenti sortiscono l’effetto contrario. Bisogna ricorrere a quelle politiche economiche (Keynes- Roosevelt) che si realizzarono negli anni trenta negli Stati Uniti, con forti investimenti pubblici che portarono fuori dal baratro la grande economia americana. Anche in Europa si sono fatte promesse di grandi investimenti pubblici in opere e infrastrutture, ma dei 700 mld promessi da Junker, Presidente della Commissione Europea se ne sono visti solamente 5.

Il filosofo olandese Spinoza (nato ad Amsterdam nel 1632) asseriva che ogni cosa, secondo la sua ragion d’essere, tende a preservare nel suo essere. Questa tensione ”conatus” in latino, è una legge universale della vita che due secoli dopo anche la biologia ha confermato. Ogni organismo tende non solo a proteggersi ma anche ad accrescere la sua potenza vitale. E’ ciò a cui assistiamo in queste settimane: il “nonpuotismo” , il non si può fare a oltranza: reddito di cittadinanza, flat tax, abolizione legge Fornero, tutto semplicemente non si può fare a prescindere, mentre, vitalizi d’oro e privilegi riservate alle solo classi politiche rappresentative del popolo sovrano si possono conservare, si possono mantenere, per effetto di quel principio universale “conatus” del quale ci informava Spinoza. Per preservare se stessa, la stessa classe politica con la complicità dei media ha tirato fuori anche temi del tutto imprevisti nei punti del programma Lega-M5S: l’uscita dall’euro, con un diabolico “Piano-B” elaborato dal Ministro Savona nel 2013 di cui si trova traccia nel sito “scenari economici” , la richiesta di cancellazione di 250 mdl di debito pubblico, apparsa in un prima bozza del programma, la mancanza di copertura economica per la realizzazione del programma che ha un costo di 100 mld circa. Insomma, non si può fare.

In conclusione, io credo che l’unica cosa che si può fare è rimanere in Europa, rivedere i trattati economici che leniscono le economie dei paesi più deboli, con norme stringenti sui deficit di bilancio e dare la possibilità di far investimenti pubblici sforando quel rapporto Deficit-PIL di al 3% cui tanto si parla; abbassare la pressione fiscale che determinerebbe la maggiore disponibilità di reddito che sarà inevitabilmente destinato ai consumi, a cui corrisponderanno nuova creazione di posti di lavoro, crescita delle imprese e maggior gettito fiscale.
Keynes docet!

Emanuele Addabbo

Reddito di cittadinanza, scommettiamo che …

Questa, è la settimana decisiva per la nascita del nuovo Governo a guida Lega-M5S con la guida di Giuseppe Conte, giurista di prim’ordine e docente all’Università di Firenze. Tra le misure tanto attese c’è il “Reddito di cittadinanza” che prevede un reddito minimo di 780,00 euro netti mensili a chi cerca lavoro attivamente dopo essersi iscritto nei centri per l’impiego, che vanno dapprima riformati e questo prevede un impiego di 2 miliardi di euro entro la fine dell’anno corrente e poi attivati per accogliere le migliaia di richieste che arriveranno nei centri.

Ma se tutto dovesse andare per il verso giusto, coperture permettendo, quali saranno gli effetti sul fronte del mercato del lavoro e dell’intero sistema paese. Ecco alcune mie personali osservazioni:

– Recupero della dignità umana e dello status di cittadino di un paese occidentale dell’ Unione Europea. Solo in Grecia e in Italia non è previsto alcun sussidio sociale in caso di perdita di lavoro (escluse alcune categorie) o quando lo si cerca attivamente.

 

– Emersione del lavoro nero o mal retribuito. Non ci sarà più interesse ad accettare lavori sotto la soglia dei 780,00 euro che rappresentano il 60% di un salario regolare.

– Aumento dei consumi e crescita del PIL nell’ordine di almeno l’1%, con inevitabili riflessi sul fronte della crescita dell’occupazione e dei redditi disponibili. Aumento degli investimenti nelle attività produttive e nella crescita delle imprese, per fatturato e numero di addetti.

– Diminuzione della micro-criminalità e reati contro il patrimoni, anche per l’effetto delle misure sulla sicurezza previste dal programma di Governo.

– Calo dei consumi di psico-farmaci (ansiolitici, antidepressivi, sonniferi). Alcuni dati (secondo una inchiesta del settimanale l’Espresso) indicano che in Italia il 55% della popolazione ricorre a queste cure per alleviare gli indesiderabili effetti che l’instabilità economica produce.

– Aumento della creatività e delle nuove iniziative imprenditoriali, non essendo più soggiogati dalle incertezze del reddito e della precarietà del lavoro. Molti potranno finalmente coltivare le loro passioni e i loro veri interessi.

Queste sono solo alcune considerazione della tanto auspicata misura prevista del Movimento 5 Stelle. I dietrologi ci ripetono questi giorni che non è possibile attuare questa misura, che mancano le coperture, vedremo. Ma credo che sulla coerenza del programma il M5S si gioca il suo futuro, gli italiani invece, se lo sono già giocati da un pezzo, non hanno più nulla da rischiare.

Primo MASTER in MANAGEMENT ALBERGHIERO completamente in eLearning (video corso)

Sta riscuotendo un grosso successo il Master in Management Alberghiero proposto dalla Team Management a soli 59,00 euro.

Riceviamo feedback positivi da diverse parti d’Italia e anche dall’estero sia sui contenuti che sulla modalità di fruizione in eLearning.

I vantaggi dei corsi in eLearning sono numerosi:

– le lezioni si possono vedere tutte le volte che si vuole.
– sono fruibili da qualsiasi dispositivo (PC, tablet, smartphone, smart TV).
– le lezioni sono registrate con protocolli standard SCORM.
– i docenti sono professionisti del settore.
– si possono scaricare dispense o eBook per seguire le lezioni.

Il Master  è costituito da 4 corsi in eLearning del valore ognuno di 29,00 € per un totale di 116,00 euro + Libro in “Hospitality Business Coaching” del Dott. Emanuele Addabbo con un prezzo di copertina di 20,00 Euro che potrai scaricare direttamente in Pdf.

*Revenue Management di Franco Grasso (il maggior esperto italiano in Revenue Management)
*SPA Manager e Direttori Centri Benessere (+ sessione dedicata all’applicazione del Revenue Management nelle SPA)
*Food and Beverage Manager
*Business Coaching per l’ospitalità’  + libro in Hospitality Business Coaching


VALORE TOTALE DEL MASTER 4 CORSI + IL LIBRO = 136,00 euro

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Il corso si pone come obiettivo quello di fornire al discente una visione d’insieme degli strumenti basilari per una corretta gestione dell’azienda alberghiera con delle moderne tecniche di gestione manageriale orientate al rendimento.

Il Master si rivolge quanti vogliono specializzarsi a livello manageriale nella gestione alberghiera attraverso il moderno utilizzo del Revenue Management applicato a tutti reparti dell’albergo, dalle camere alla SPA e infine alla ristorazione. Si intende favorire lo sviluppo delle capacità manageriali insieme ad un approccio di tipo imprenditoriale. La metodologia didattica, eLearning permette di accedere alla video lezioni in maniera del tutto autonoma e senza vincoli di frequenza. Si potrà vedere il corso tutte le volte che si vuole da qualsiasi dispositivo, cellulare, tablet, pc.

Il Master ha l’obiettivo di preparare figure manageriali ad elevata qualificazione attraverso: lo sviluppo delle capacità di analisi, diagnosi e soluzione delle problematiche gestionali inerenti le diverse aree funzionali; l’approfondimento specialistico dei linguaggi, delle logiche e degli strumenti che consentono di ricoprire alcuni ruoli professionali del Management Alberghiero; un forte orientamento all’azione e al risultato.

Destinatari
Il corso si rivolge a quanti già operano nel settore ed intendono ricoprire quelle tipiche funzioni manageriali o a quanti intendono avviare un’attività di questo genere e sono sprovvisti di conoscenze empiriche che gli permettano di organizzare e gestire un pubblico esercizio.

Attestato di frequenza
Alla fine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione .

Docenti del master
Tutti i docenti dei corsi della Team management sono esperti professionisti della formazione e provengono da concrete e comprovate esperienze manageriali maturate sul campo in contesti nazionali ed internazionali. I profili di ciascun docente sono disponibili nel sito della Team Management.

Impresa 4.0 – Credito d’imposta per la ricerca e lo sviluppo.

Al Rework 2018 che si è tenuto a Roma il 2 e 3 marzo 2018 il Dott. Emanuele Addabbo nel suo intervento “Impresa 4.0 come finanziare Revenue e Tecnologie” ha illustrato come le imprese del settore turistico – alberghiero possono beneficiare degli incentivi fiscali previsti dal “Piano Nazionale Impresa 4.0” ormai entrato nella sua seconda fase, dopo l’approvazione della legge di stabilità del 2018.

Le imprese che effettuano investimenti in ricerca e sviluppo avranno la possibilità – per gli anni 2015, 2016, 2017, 2018 e 2019 di ottenere un’agevolazione fiscale, sotto forma di credito d’imposta (fondo perduto) fino al 50% dei costi ammissibili. Il bonus è riconosciuto a tutte le imprese, indipendentemente dalle dimensioni aziendali, dalla forma giuridica, dal settore di attività e dal regime contabile adottato.

 

Lo spirito che accompagna il Piano Nazionale Impresa 4.0, è quello di spingere le aziende di ogni settore e dimensione ad innovarsi nei metodi, nei processi, nelle nuove modalità di servizio avvalendosi della tecnologia oggi disponibile sul mercato.

Il meccanismo di calcolo del credito d’imposta è di tipo incrementale: spetta sulle spese sostenute in ciascun periodo di imposta agevolato in eccedenza rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nel periodo 2012, 2013 e 2014, ovvero dalla costituzione se questa è avvenuta da meno di tre anni. Il credito d’imposta spetta fino a un importo massimo annuale di 20 milioni per ciascun beneficiario ed è riconosciuto a condizione che la spesa complessiva per investimenti in ricerca e sviluppo effettuata in ciascun periodo d’imposta in relazione al quale si intende fruire dell’agevolazione ammonti almeno a 30.000 euro.

L’agevolazione ha carattere automatico: per ottenerla non occorre un’autorizzazione, ma è sufficiente indicarla nella dichiarazione dei redditi. È però fondamentale preparare con attenzione tutta la documentazione probatoria da mettere a disposizione dell’Agenzia delle Entrate in caso di controllo in loco. Per questo è indispensabili rivolgersi a professionisti preparati in grado di seguire tutto l’iter agevolativo con attenzione.

 

La TEAM MANAGEMENT affiancata da professionisti esperti nella materia, oggi è a disposizione di tutte quelle imprese che vogliono beneficiare degli incentivi previsti dal “Piano Nazionale Impresa 4.0”.

Le nuove frontiere della formazione: corsi di formazione in eLearning.

Una vera rivoluzione tecnologica sta attraversando il mondo della formazione, con l’avvento delle nuove tecnologie oggi è possibile formarsi anche standone comodamente seduti in ufficio davanti a un PC, un iPad o semplicemente rimanendo collegati al proprio cellulare mentre scorrono ininterrottamente le immagini di un corso in eLearning .

Si questo è il nome della nuova frontiera dei corsi di formazione in eLearning.

Con un prezzo accessibile a tutti (a soli 29,00 €) per un corso che ha una durata media di 5 ore, un accesso immediato alle video lezioni da una piattaforma nata per questo oggi buona parte degli operatori si formano con ogni tipo di dispositivo in loro possesso senza raggiungere aule sparse sul territorio, evitando costi di viaggio e tutto ciò che ne consegue in termini di costi (vitto, alloggio e altro) senza considerare il disagio di doversi assentare dal proprio luogo di lavoro e lontani dalla propria famiglia.

Diverse organizzazioni del settore turistico hanno ritenuto necessario creare delle vere e proprie infrastrutture (piattaforme online) dove caricano video-corsi e documenti per formare il loro personale, che dopo aver visionato i corsi e letto il materiale didattico che possono scaricare direttamente dalla stessa piattaforma, fanno dei test di apprendimento con domande chiuse e dal punteggio che emerge tracciano il loro livello di conoscenza del ruolo e delle competenze che questo richiede.

Team Management propone da qualche anno diversi corsi in eLearning e tra i più richiesti c’è il Master in Management Alberghiero inclusivo di 4 corsi:

Revenue Management di Franco Grasso
(il maggior esperto italiano in Revenue Management)

SPA Manager e Direttori Centri Benessere
(l’unico corso dove si parla di Revenue Management applicato alle nelle SPA e ai Centri Benessere)

Food and Beverage Manager

Business Coaching per l’Ospitalità (+ libro in Hospitality Business Coaching)

Le iscrizioni fioccano da ogni parte in ogni ora del giorno, in tanti ci chiamano per chiederci se stiamo pensando a nuovi corsi da metter sulla nostra piattaforma. Ci stiamo lavorando e a breve tra qualche settimana, finito il montaggio, caricheremo un altro corso in eLearning che avrà un sicuro successo.

Aumenta la spesa per i pasti fuori casa, ma diminuisce il numero dei locali.

Seguite un corso di formazione della Team Management prima di aprire un locale.

Secondo i dati forniti da FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) nel Rapporto Ristorazione 2016 – la spesa reale nei pubblici esercizi è aumentata dello 0,9 % , ma al contempo nel settore della ristorazione 3,3 imprese, ogni 100 muoiono.

E ‘ questo il dato che emerge dalla fotografia scattata prendendo in esame 325.110 imprese attive nel settore della ristorazione. Nel dicembre 2015 come risulta dagli archivio delle Camere di Commercio su 16.000 nuove aperture 27.000 hanno cessato la loro attività con un saldo negativo che è pari a -11.000 unità, superiore a quello registrato nel 2014 quando toccò -10.290 unità.

Le regioni che hanno registrato il maggior numero di chiusure sono il Lazio, la Campania e la Sicilia. Ciò che si evince dall’analisi di questi dati è che solo in pochi riescono a tenere in piedi la propria attività, tant’è che nei 5 anni dalla nascita tre su quattro abbassano la saracinesca e di questi oltre il 45% non è riuscita a superare il terzo anno.

Le ragioni di questi fenomeni vanno ricercate oltre che nelle analisi macro-economiche, anche nel basso livello di professionalità che spesso accompagna chi si approccia a questo settore.

 

Il problema non è aprire un locale, ma mantenerlo in vita!

 

Tanti, forse troppi, si avventurano nel settore della ristorazione senza ala dovuta preparazione, che nei nostri corsi di Food and Beverage Manager trasmettiamo.

Corsi che si tengono sia in aula, con lezioni frontali a Roma, Milano e Torino. Gli stessi contenuti sono fruibili anche nella versione eLearnig per chi ha difficoltà’ a spostarsi in queste città’.
– Bisogna avere innanzitutto un approccio di tipo economico-amministrativo; conoscere cos’è un business plan (piano di conti) come si elabora, quali sono le spese certe che si dovranno affrontare (costi fissi) e le spese che invece risulteranno variabili per effetto dei consumi delle materie prime (costi variabili).
– Avere delle conoscenze basilari del marketing dei servizi, disciplina troppo spesso ignorata dai gestori; il marketing dei servizi è un condensato di conoscenze e pratiche professionali che va dalla comunicazione interna ed esterna alla promozione; dalla motivazione dei dipendenti alla loro capacità di vendita (selling-capacity).

Lo diciamo in tutti i nostri corsi di formazione per Food and Beverage manager:

PRIMA IL MERCATO, POI IL PRODOTTO!

Fare innanzitutto un’attenta analisi del mercato (inteso come territorio) nel quale si vuole investire, è fondamentale. Conoscere il numero dei competitor, quali saranno gli elementi di differenziazione tra la nostra e la loro offerta, domandarsi (quale sarà ala differenza, che farà la differenza?), conoscere i loro plus e minus, se ci sono i parcheggi, se ci sono nicchie di mercato non ancora esplorate (il biologico, il vegano, il gluten-free ecc.)

Per cui, prima di avventurarsi nel fantastico mercato della ristorazione è necessario avere un po‘ di preparazione, avere quei minimi rudimenti che permettono di rimanere sul mercato il più a lungo possibile. In fondo questa è la Mission degli imprenditori, creare e mantenere nel tempo un portafoglio clienti.

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Video corsi di formazione

Video corsi, formazione in eLearning per le professioni turistiche.

Video corsi, formazione in eLearning per le professioni turistiche

 

I vantaggi della formazione in eLearning.

Ormai la formazione si fa sempre più online, via web, comodamente seduti a casa o in ufficio davanti al PC o mentre si sta viaggiando su un qualsiasi mezzo di trasporto: metro, treno, bus, pullman, con cuffiette al seguito e tra una stazione e l’altra scorrono slide, contenuti, immagini della lezione.

La rete sta cambiando anche il modo di fare formazione, eLearning è la nuova modalità con lezioni registrate in qualche studio di registrazione e fruibili ovunque, sempre.

Generalmente per i corsi certificati seguono dei test e alla fine di ogni lezione e una certificazione attesta l’avvenuto apprendimento e che il corso è stato seguito per intero e viene rilasciato un attestato.

Poi c’è la versione blended, quella erogata in parte in aula con lezioni dal vivo e l’altra parte in video lezioni.

I vantaggi che l’eLearning presenta sono numerosi:

– le lezioni si possono vedere tutte le volte che si vuole.
– sono fruibili da qualsiasi dispositivo (PC, tablet, smartphone, smart TV).
– le lezioni sono registrate con protocolli standard SCORM.
– i docenti sono professionisti del settore.
– si possono scaricare dispense o eBook per seguire le lezioni.
– il prezzo è veramente vantaggioso, grazie all’abbattimento dei costi logistici, dei trasporti e di vitto e alloggio per chi arriva lontano dalla propria residenza.

La TEAM MANAGEMENT ha prodotto diversi video-corsi per le professioni turistiche e dell’ospitalità, per Food and Beverage Manager , SPA Manager e Direttori di Centri Benessere, Revenue Manager per il settore alberghiero e un corso sullo sviluppo personale e sulla crescita professionale di “Business Coaching”.

La durata media di ogni corso in eLearning è di 4-5 ore suddiviso in capitoli tematici. I prezzi di acquisto sono al momento in offerta, a 29,00€ per ogni singolo corso, il pacchetto complessivo “Master in Management Alberghiero formato da 4 corsi è invece di 59,00€.

Buona visione a tutti!

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Seminario del Dott. Emanuele Addabbo alla BTM di Lecce venerdì 17 febbraio 2017

Anche i migliori hanno bisogno di un allenatore per tenere alte le performance, in qualunque campo. Emanuele Addabbo è Executive Coach di numerosi imprenditori e di manager con importanti ruoli di responsabilità in imprese del turismo e del mondo alberghiero. È autore del libro Hospitality Business Coaching e sarà ospite di #BTMPuglia2017 per parlare della creazione del valore economico nell’industria dell’ospitalità. Appuntamento a Lecce, dal 16 al 1 febbraio. Bio 👉 http://bit.ly/2jMoOyc Programma completo 👉 http://www.btmpuglia.it/programma/ C’è ancora tempo fino al 9 febbraio per registrarsi, gratuitamente, come visitatore 👉 www.btmpuglia.it #emanueleaddabbo . . . . . . #365giorniinPuglia #365giorninelsalento #BTMPuglia #SalentoReview #PasswordAD #OcchioalleSpiagge #lecce #apulia

Una foto pubblicata da BTM Puglia (@btm_puglia) in data: