La qualità non può essere volatile, come lo SPREAD in questi giorni.

Torni in un posto, in un’hamburgheria, perché ti ricordi che l’ultima volta che ci sei stato si mangiavano ottimi hamburger. Ci torni un po’ di tempo dopo e le cose sono cambiate.

La qualità è diventata volatile, come lo spread di questi giorni. Sale e scende.

E’ quello a cui assistiamo nei locali delle nostre città. Nel 1955 Ray Kroc, fornitore di frullatori, fondò McDonald’s, insieme ai due fratelli , già titolari di un chiosco a San Bernardino denominato “McDonald’s Bar-B-Q” sin dal 1940.

Mantenere gli “standard di qualità del prodotto ovunque” è stato il principio fondante sul quale hanno costruito la loro fortuna. I nostri imprenditori della ristorazione sono ancora molto lontani da tali principi, e la qualità è alla mercé di chi è di turno ai fornelli in cucina.

Queste considerazioni nascono da esperienze di consumo direttamente nei locali della nostra bell’Italia, ricca di prelibatezze alimentari, ma povera di cultura manageriale.

Si, perché la cultura costa ed è noiosa, poi alla fine non serve a nulla…tanti i locali si riempiono lo stesso.

Ma quell’epoca è finita, quelle considerazioni non sono più valide. Oggi le recensioni e la velocità con le quali possono essere condivise (in meno di un secondo arrivano ovunque nel mondo!) mettono i ristoratori poco accorti, sotto scacco, e rendono visibili tutti i loro limiti derivanti dall’assenza di una cultura manageriale.

Non possono più nascondersi!

Questa accresciuta sensibilità, favorirà lo sviluppo di una cultura del management della ristorazione, votata alla qualità e orientata al cliente.

Segui i nostri cosi in eLearning: