Consapevolezza al lavoro

 

L’essere risvegliato può diventare un problema o un’opportunità. Il percorso per risvegliarsi ci è stato già stato dato in dono dal Buddha 2.500 anni fa con le 4 Nobili Verità e gli Otto Nobili sentieri. Il risveglio prevede, con la pratica della meditazione trascendentale, la possibilità di osservare se stessi liberati dall’ego. Tant’è che il termine deriva dal sanscrito e sta a significare: vedere le cose come sono.

Il fare da risvegliati diventa un problema quando ti accorgi che tutti, intorno a te continuano a fare e ad agire i maniera inconsapevole, senza rendersi conto che fanno parte di una grande rappresentazione teatrale, che chiamano vita a cui credono ciecamente.

L’essere risvegliato diventa un’opportunità quando, piuttosto che lasciarti coinvolgere dalla messa in scena, osservi , senza coinvolgerti delle tante interazioni che i soggetti instaurano fra di loro, spesso all’origine delle loro sofferenze e frustrazioni.

Quando si è risvegliati e consapevoli, il primo elemento che emerge è una grande serenità che proviene dall’animo e non più dell’esterno, anzi, il mondo della vita con tutto quello che vi accade diventa una fonte di disturbo a quella quiete che sottende l’animo. L’animo quieto favorisce una maggiore lucidità e capacità di focalizzarsi sugli effettivi problemi da affrontare, ma, piuttosto che cercare chi ha torto o chi ha ragione, si focalizza sulle possibili soluzioni che possono favorirne la soluzione. Emergono soluzioni creative che arrivano spontanee dal profondo, senza sforzi. E’ come assistere allo zampillio di idee e soluzioni che giungono ininterrottamente dal profondo. Si avverte un senso di connessione con il tutto.

Questa antica pratica che è la meditazione, oggi trova la sua declinazione con un altro termine che è “Mindfulness”. La grandi aziende di oltreoceano (Apple, Google, AOL, Nike, Procter & Gamble e tante altre ancora, ne hanno avvertito i benefici e li hanno introdotto nelle loro organizzazioni, traendone giovamento sia sul piano del benessere organizzativo che su quello economico con l’aumento della produttività, diminuzione del turn-over e crollo dei conflitti interni.

Non oso immaginare quale potrebbe essere la reazione delle nostre organizzazioni quando si va a proporre di fare un percorso di crescita e sviluppo con la meditazione o mindfulness se si ignora questa pratica e non si conoscono i benefici che si hanno sul lavoro. Si passa dalla modalità del fare a quella dell’essere, che va in una diversa dimensione ma non opposta a quella del fare, anzi la arricchisce di consapevolezza. La consapevolezza è lo spazio in cui i pensieri esistono, quando quello spazio diventa consapevole di se stesso.