Corona-virus: pandemia o infodemia?

Il tasso di mortalità per chi è contagiato dal coronavirus  è dello 0,9%, e riguarda sopratutto le persone anziane, mentre per chi è colpito dalla classica influenza invernale è dello 0,1%, avendo sviluppato già degli anticorpi e ricorrendo a dei protocolli terapeutici collaudati o al vaccino che previene l’insorgenza.

Queste sono alcune delle evidenze scientifiche emerse dall’analisi dei dati disponibili fino ad ora emersi. Ma quello che non è dato di sapere è l’impatto che il la diffusione del coronavirus avrà sull’economia globale e su quella italiana. Sicuramente i settori più colpiti saranno il turismo, la ristorazione, il settore del lusso e l’agricoltura; altri settori subiranno gli inevitabili effetti che una contrazione dei consumi come questa, comporta. Ciò che più colpisce prima ancora che questo sconosciuto virus, dalla rapida propagazione, sono tutte le informazioni, che in questi giorni circolano attraverso il sistema mediatico. La vera intossicazione è quella mediatica, dalle diverse sfumatura, che vanno dal panico alla paura, dalla prudenza alle rassicurazioni. E intanto il terrorismo mediatico produce i suoi primi effetti sul crollo degli ordinativi, sul blocco dei trasporti dall’Italia verso alcuni paesi esteri, sulle cancellazioni che cominciano ad arrivare in alcune strutture ricettive delle regioni colpite dal virus …

Gli effetti sono ancora tutti in divenire, non ne conosciamo ancora quale sarà la portata, anche se si ipotizzano delle previsioni, come quelle della Banca d’Italia che prevede un riduzione del Pil per il 2020 del 0,2%, o altri Istituti con previsioni più pessimistiche.

In queste situazioni emergono quelle che sono le vere debolezze di un sistema ormai globalizzato e interconnesso, dove la velocità delle informazioni fa più danni della diffusione del virus, che prima ancora che diventi pandemia è già infodemia.

 

<<Quando il mare era calmo tutte le navi

mostravano eguale maestria nel navigare>>

                                             (Shakespeare, Coriolano)