Una lettura suggerita ai tempi del coronavirus: Antifragile di Nassin Nicholas TALEB

Il libro di Taleb pubblicato a tre anni dal grande successo del “Cigno Nero” dallo stesso autore libanese, matematico e trader di professione per circa vent’anni, ci aiuta a capire come questo momento, in cui l’Italia tutta è in quarantena, le fragilità del sistema e degli individui. Una lettura assolutamente consigliata, per chi in questo periodo dispone di sufficiente tempo e può permettersi di farsi scivolare sotto gli occhi le 500 pagine che Taleb ha scritto.

Ho imparato tante cose nuove da questo libro, (cosa che non sempre succede quando si legge un libro) sono emerse le mie fragilità che Taleb ci aiuta a individuare. Beh, è un libro che ti cambia, che agisce dal di dentro, che mette in discussione. Raramente succede, per chi di libri ne ha letti tanti, forse troppi, e l’unico risultato a cui ti portano è una distorsione della realtà, che non riesci più a riconoscere. Intrappolati nei modelli interpretativi, non riusciamo più a definire i’imponderabile, ciò che sfugge ai manuali ma che la realtà li segnala come sovrabbondanti.

Taleb mette in discussione tutti i sistemi statistici utilizzati per prevedere alcuni fenomeni ricorrenti, specie negli scenari economici e ci segnala che molti bravi economisti hanno puntualmente segnalato la crisi quando questa era già passata. Il libro scorre velocemente, anche se è pieno di grafici e dimostrazioni matematiche in alcune parti necessarie e inevitabili. E’ disponibile anche un audio-libro che lo si può ascoltare piacevolmente quando si viaggia o nelle situazioni in cui anzichè perderci nell’interminabile smanettamento del cellulare ci fermiamo e ascoltiamo cosa Taleb ha da dirci sui sistemi fragili.

Taleb è professore di Risk-engineering al Politecnico di New York, devolve il suo stipendio a una fondazione per non sentirsi obbligato nei confronti di nessuno. Conferenziere invitato in tutto il mondo, non sempre è ben visto dagli esperti della finanza, che lui attacca soventemente. Definisce gli errori informazioni che dobbiamo imparare a utilizzare – cosa che non accade spesso – anzi li utilizziamo per auto-massacrarci, quando invece alla luce delle nuove informazioni che emergono, invece, dovremmo rivedere i nostri paradigmi e le nostre strategie.

Emanuele Addabbo