Turismo e ristorazione: quale scenario ci aspetta dopo i picchi di epidemia da Covid-19.

Il futuro è imprevedibile; molti hanno già nostalgia del passato, ma non si rendono conto che ciò che ci aspetta non assomiglierà che a se stesso. Il settore dell’ospitalità avrà vissuto la crisi più buia della sua storia.

Il settore dei trasporti aerei già registra perdite per 200 Mld di euro, oltre a quelli che andranno ad aggiungersi; della ristorazione sappiamo solo che il settore è in ginocchio, e rimarrà in quella posizione per chiedere l’intercessione dei Santi.

FIPE – Federazione Italiana Pubblici Esercizi – prevede per il solo 2020 di 8 Mld di euro di perdite con un forte impatto sul numero degli addetti, che a oggi risultano più di 1 milione.

Secondo lo Studio Ambrosetti l’intero comparto prevede un calo del PIL del -3%  e il turismo incide per il 15% con 4,2 milioni di addetti che vedranno vacillare il loro posto di lavoro.

Lo scenario che ci aspetta nei prossimi mesi non è dei più rosei, anzi.

Fino a quando non si sarà trovata una cura adeguata contro l’infezione da Covid-19 o un vaccino che ci difenderà definitivamente, tutto il settore del turismo con annessi e connessi sarà in quarantena sine die.

Cambieranno le forme di consumo, come per i pasti, prodotti dalle cucine dei ristoranti e consumati a casa; le forma di aggregazione saranno evitate. Ma vi immaginate le spiagge piene di gente con le mascherine, e i lettini con almeno due metri di distanza?

Lo spazio disponibile che assicura la necessaria distanza di sicurezza, sarà il nuovo valore aggiunto e questo varrà sia per le strutture ricettive che per i ristoranti.

La sanificazione costante degli ambienti, con tanto di certificazione, sarà il must delle strutture preposte all’accoglienza.

Il personale con adeguate conoscenze di prassi igieniche anti-coronavirus farà la differenza.

Dispenser con  disinfettanti per le mani, asciugamani monouso, mascherine e guanti assicureranno agli ospiti che in quel contesto si sono adottate tutte le misure atte a prevenire potenziali contagi da Codiv-19.