Come cambiare mentalità sul lavoro con il Coaching

Spesso si sente sostenere la tesi che “la mentalità è tutto, ciò che pensi diventi”. Si tratta certamente di una frase iconica della quale talvolta si abusa, ma c’è di fatto che un fondo di verità c’è.

In realtà, il fenomeno preso in esame – vale a dire il complesso sistema cognitivo che determina la costruzione dei nostri modi di pensare e agire – è molto più articolato di quanto si possa immaginare e non è possibile parlarne in termini assoluti e definitivi. Numerosi studi di natura psicologica e sociologica, portati avanti da prestigiose università in tutto il mondo, testimoniano come lo sviluppo della mentalità rappresenti un processo molto influente sulla vita di un essere umano sin dall’infanzia: l’imporsi di un certo tipo di mentalità, infatti, ha nel bambino manifestazioni evidenti in situazioni concrete come, ad esempio, la socializzazione con il gruppo dei pari, l’interazione con gli adulti e il successo scolastico inteso come successo nel processo di apprendimento e sviluppo di un’intelligenza ben predisposta all’assimilazione di nuove conoscenze; una ricerca analoga, caratterizzata però da campioni di riferimento composti da persone adulte, ha invece dimostrato come molto spesso lo sviluppo della mentalità sia improntata principalmente sulle difficoltà legate al mondo del lavoro e, più in generale, allo stress di un’ordinarietà frenetica.

Dunque, per semplificare le carte in tavola è possibile individuare una dicotomia concettuale in merito allo sviluppo della mentalità: da una parte la mentalità dell’abbondanza, quella di chi vede il bicchiere sempre mezzo pieno, dall’altra la mentalità della scarsità, o del bicchiere mezzo vuoto.

È facile comprendere come implementare una buona attitudine allo sviluppo di una mentalità dell’abbondanza sul lavoro sia di fondamentale importanza per tutti quei manager e altre figure professionali che ricoprono importanti ruoli dirigenziali, soprattutto in certi tipi di organizzazioni dove la coesione professionale, il team working e la formazione continua dei dipendenti sono fattori indispensabili. L’industria dell’ospitalità, considerando la sua estrema complessità organizzativa soprattutto in riferimento allo sviluppo di processi produttivi molto articolati (come, ad esempio, accade nei più rinomati e lussuosi alberghi) rappresenta senza dubbio un settore dove si rende necessaria una cultura positiva dei modelli di pensiero e azione di tutto l’organico aziendale.

Come fare, dunque, a concretizzare tutto questo e costruire una struttura organizzativa capace di trasmettere ai nostri collaboratori la mentalità dell’abbondanza? Uno strumento che si dimostra particolarmente vantaggioso e proficuo in tal senso è il business coaching. In estrema sintesi, si tratta di una relazione lavorativa che permette uno sviluppo personale e professionale di tutto il team di lavoro incrementandone produttività e potenziale. Analizziamo ora in cinque punti chiave come è possibile passare dalla mentalità del bicchiere mezzo vuoto a quella, certamente migliore, del bicchiere mezzo pieno:

  1. Focalizzarsi su ciò che si ha. Molto spesso l’errore principale che si fa è proprio quello di porre l’accento su ciò che manca, generando così un sentimento di stress e ansia verso il raggiungimento dei singoli obiettivi di crescita personale e professionale e implementando, di conseguenza, una mentalità ancorata alla scarsità;
  2. Circondarsi di persone ‘mentalmente abbondanti’. La positività è contagiosa, esattamente come il suo opposto, pertanto per costruire e mantenere una buona attitudine alla mentalità dell’abbondanza sul lavoro è doveroso sviluppare anche una rete sociale e interazionale propensa positivamente verso l’abbondanza;
  3. Sviluppare situazioni ‘win-win’. La competizione agguerrita non fa mai bene a nessuno, soprattutto sul lavoro, dunque è importante assicurarsi che tutte le possibili situazioni di confronto siano costruttive per le parti coinvolte e portino non verso l’affermazione del singolo (situazione win-lose) ma di tutto il team;
  4. Ringraziare sempre, ogni giorno. La gratitudine è un valore fondamentale da osservare nella vita di tutti i giorni e, soprattutto in quelle situazioni di crescita personale e professionale ovvero dove ci si pone obiettivi sia a breve che a lungo termine, rappresenta un formidabile strumento di auto-efficacia (ringraziare per ciò che si ha e ciò che si ottiene è sinonimo di abbondanza);
  5. Allenarsi a riconoscere le possibilità. Il mondo oggi è ricchissimo di opportunità che spesso non scorgiamo perché impossibilitati a guardare oltre la ‘nebbia della scarsità’, caratteristica di una mentalità chiusa e poco flessibile; sviluppare un assetto mentale basato sull’abbondanza significa soprattutto essere eclettici e individuare tutte le possibilità di sviluppo più adatte a noi.

In definitiva, forse ciò in cui crediamo rappresenta ciò che siamo, ma certamente ciò che crediamo corrisponde a ciò che riceviamo. Cambia passo, cambia mentalità e migliora il tuo rendimento sul lavoro e nella vita di tutti i giorni.

 

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