dante e il management

Dante Alighieri e il management

La Divina Commedia di Dante Alighieri può essere reinterpretata come un’opera di coaching e management aziendale? La risposta, seppur apparentemente insensata, è sì! Le tre famosissime cantiche dell’opera dantesca, ovvero Inferno, Purgatorio e Paradiso, poste sotto la seriosa lente di ingrandimento di chi ogni giorno lavora alla direzione di aziende e team di lavoro complessi possono facilmente e idealmente rappresentare altrettante fasi della vita professionale di ogni manager o imprenditore.

Chi nella vita, ed in particolar modo nella vita lavorativa, non si è mai perso per una selva oscura smarrendo la via? L’Inferno di Dante ci riporta con la mente a tutte quelle situazioni dove il mondo del lavoro sembra essere troppo complicato da gestire e troppo pesante da sopportare con il suo inevitabile carico di stress e fatica. E proprio come il Sommo Poeta, accompagnato da Virgilio nel corso del suo periglioso viaggio attraverso l’Inferno, chiunque nella propria attività professionale vorrebbe certamente trovare una guida di riferimento, un mentore sul quale contare per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Se per alcuni imprenditori il lavoro è paragonabile ad un vero e proprio inferno, per molti altri sicuramente è molto più affine una similitudine con il Purgatorio. Nella concezione dantesca della scalata delle anime verso la beatitudine, la montagna del Purgatorio è il luogo dove tutte le anime sostano in attesa di espiare completamente le proprie colpe e purificarsi; allo stesso modo, il Purgatorio è assimilabile a quello che accade quotidianamente nel mondo del lavoro, e non solo a livello gestionale e direzionale, dove tutti tendono verso la competizione, quasi sempre conflittuale, e sono alla ricerca di un costante equilibrio tra il male e il bene, ovvero tra reiterare i propri peccati (superbia verso i propri dipendenti e/o colleghi, oziosità nello svolgimento delle proprie mansioni, ira contro collaboratori avversi, ecc) oppure acquisire misericordia e trasformare i comportamenti sbagliati in comportamenti virtuosi.  E tutto ciò non può che apportare benefici nello svolgimento del proprio lavoro, nonché a tutta l’organizzazione aziendale.

Tappa finale del viaggio dantesco è il Paradiso, luogo simbolo di beatitudine, purezza, virtuosismo: in una sola parola, perfezione. Trovare il proprio paradiso nel lavoro implica un notevole sforzo sia individuale sia collettivo: raggiungere il paradiso professionale significa innanzitutto mettere in campo un approfondito lavoro di introspezione e di sviluppo personale, individuando tutti quei comportamenti errati e quei fattori che inficiano la bontà delle prestazioni lavorative e, di conseguenza, apportando i cambiamenti necessari per migliorare; in secondo luogo, soprattutto laddove il lavoro di squadra e la cooperazione rappresentano elementi determinanti per il raggiungimento di risultati brillanti, la chiave del successo consiste nello sviluppo di tutte quelle virtù positive che sono tipiche delle anime beate (calma, comprensione, altruismo, ecc), ovvero di un vero e proprio virtuosismo professionale come codice comportamentale.

 

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