Navighiamo lontano. Scopri la formazione Team Management

“Quando il mare era calmo, tutte le navi mostravano eguale maestria nel navigare” (Coriolano, W. Shakespeare).

Questa citazione shakespeariana risulta oggi più che mai attuale. Stiamo vivendo mesi difficili, incerti, per certi versi cupi. Mesi di tempesta, di paura, di smarrimento sociale e psicologico.

Quando il mare è calmo, tutti sanno mostrare ottime doti di navigazione e maestria nell’impiego degli strumenti del mestiere. Ma cosa succede se arriva la tempesta?

Come insegna Nassin Nicholas Taleb nella sua celebra opera Antifragile, tutti i sistemi standardizzati e matematici che oggi utilizziamo al fine di prevedere con largo anticipo fenomeni di natura ricorrente, soprattutto in materia economico-finanziaria, risultano spesso fallimentari in quanto non tengono conto di tutte le possibili avversità che travolgono, a livello sistemico e capillare, ogni aspetto della nostra società. Ne è un chiaro esempio la pandemia da Covid-19 che stiamo affrontando in questi mesi.

Se sei un professionista dell’ospitalità e ti occupi di turismo, management alberghiero, ristorazione, SPA e centri benessere sicuramente conosci bene le mille difficoltà gestionali legate al lockdown e alle misure restrittive in vigore per contenere il contagio virale.

Allora, com’è possibile continuare a navigare e scampare ai danni della tempesta?

Crediamo che la soluzione risieda nella formazione, questo formidabile strumento che consente di rinnovarsi costantemente, di nutrire la propria professionalità e di generare concretamente valore per il tuo lavoro. Siamo certi che la passione accompagnata dalla ragione siano elementi indispensabili per raggiungere qualsivoglia risultato formativo e professionale.

Non aspettare, sali a bordo con noi! Navighiamo lontano. Insieme.

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Il DPCM ti ferma? Allora formati! Scegli il corso in e-learning Team Management più adatto a te!

Sei un ristoratore, un direttore di SPA e centri benessere o un albergatore? Il nuovo DPCM del Premier Giuseppe Conte ti costringe a fermare la tua attività professionale? Allora formati! Trasforma questo periodo difficile in un’importante occasione di sviluppo personale e professionale sfruttando le potenzialità di Internet e dell’apprendimento online. Cosa aspetti? Scegli il corso in e-learning Team Management più adatto a te e ottieni subito la tua certificazione!

 

FORMARSI PER NON FERMARSI!

La formazione continua in ambito professionale è ormai indispensabile in tutti i settori economici, compresa la vasta industria dell’ospitalità. Formarsi, e formare i propri collaboratori, è certamente fonte di un grande vantaggio competitivo per emergere rispetto alla concorrenza, sviluppare maggiore consapevolezza, conoscenza e competenza professionale e generare valore intorno alla propria organizzazione. E soprattutto in tempi così difficili, che purtroppo ci vengono imposti dalla rinnovata emergenza pandemica da Covid-19, la formazione professionale rappresenta una grande opportunità per riscoprirsi, rinnovarsi e reinventarsi, giocando sul filo del rasoio della crisi economica conseguente alla pandemia.

 

I NOSTRI CORSI E-LEARNING

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world vegan day

World Vegan Day, il food trend cresce in Italia

Il World Vegan Day è una ricorrenza annuale celebrata dai vegani di tutto il mondo ogni 1 Novembre.  La filosofia alla base del veganismo promuove  un modo di vivere avverso a ogni tipo di sfruttamento e crudeltà verso gli animali, abbracciando scelte che coinvolgono non solo l’ambito alimentare (sono banditi carne, pesce, latte e derivati, uova e miele), ma anche aspetti relativi ad abbigliamento, stile di vita o cosmesi.

La celebrazione è stata istituita nel 1994 da Louise Wallis, allora presidente della Vegan Society nel Regno Unito, per commemorare il 50° anniversario della fondazione dell’organizzazione e la coniazione dei termini “vegan” e “veganism“. La scelta di questa data è stata così motivata dalla Wallis: “Sapevamo che la Società era stata fondata nel novembre 1944, ma non conoscevamo la data esatta, quindi ho deciso di andare per il 1 novembre, in parte perché mi piaceva l’idea che questa data coincidesse con Halloween e il giorno della commemorazione dei morti – tempi tradizionalmente dedicati a banchetti e celebrazioni”.

Secondo il rapporto Eurispes che monitora le abitudini degli italiani si registra nel 2020 una crescita del food trend a favore di una alimentazione sempre più a base vegetale. Dal campione è emerso, infatti, che l’8,9 %  degli intervistati si dichiara vegetariano (il 6,7%) o vegano (2,2%).

La conferma della crescita della tendenza vegan in Italia si evince dalla Green Guide 2020. Si tratta di una guida internazionale che annualmente recensisce i migliori ristoranti che propongono una cucina totalmente meat-free, premiandoli con l’assegnazione di “ravanelli” in una scala a 1 a 5 – esattamente come accade per le classiche stelle. Nell’edizione 2020, su 1000 locali recensiti in tutto il mondo sono ben 31 i ristoranti italiani da Nord a Sud premiati per la loro offerta ristorativa green: in particolare, spiccano tra i nomi presenti in classifica Villa Crespi dello chef Antonino Cannavacciuolo e i milanesi Joia e Lume, entrambi quotati con il massimo punteggio di 5 ravanelli.

Questi risultati fanno emergere, in modo sempre più evidente, come una fetta sempre più ampia di consumatori stia cambiando le proprie abitudini alimentari e abbia sviluppato una rinnovata attenzione alla cura dell’ambiente e al benessere animale. Il veganismo rappresenta, dunque, un trend in crescita del quale molti ristoratori dovranno essere consapevoli, intervenendo per arricchire la propria offerta e sperimentare una cucina innovativa.

Customer satisfaction nell’hospitality business. Come rendere felici i propri clienti

Gli imprenditori, i manager e tutti gli addetti ai lavori dell’hospitality business certamente conoscono molto bene l’importanza strategica legata alla soddisfazione totale dei clienti.

Un cliente soddisfatto del servizio messo a sua disposizione rappresenta, di fatto, la leva principale di sviluppo dei profitti e del valore economico di tutta l’organizzazione. Ciò vale non soltanto nell’immediato, nel momento del congedo e della fatturazione, ma anche e soprattutto nel lungo periodo: ogni cliente che va via sorridendovi con espressione felice, infatti, tornerà certamente da voi in futuro e praticherà per conto vostro la strategia di marketing più vincente di sempre – il passaparola.

A questo punto, risulta necessaria una riflessione sul funzionamento del sistema economico che gravita intorno al settore dell’hospitality. Partendo dall’analisi delle peculiarità del prodotto alberghiero è d’obbligo affrontare gli aspetti cruciali dell’arte della vendita e dell’ospitalità.

L’accoglienza in tutti i reparti dell’ospitalità (Room Division / Food & Beverage Department / Housekeeping / Wellness) è infatti un’arte, perché non è semplicemente il frutto di doti innate, ma di capacità comunicative, di attenta osservazione e di ascolto, di conoscenza di specifiche competenze tecniche.

È ormai comprovato che nel settore turistico alberghiero il raggiungimento di eccellenti risultati economici di una struttura sia strettamente legato allo sviluppo, da parte di tutti gli operatori, di professionalità, qualità del servizio e capacità orientate esclusivamente all’attenzione al cliente.

Tuttavia, dalla formazione professionale al reclutamento delle risorse umane, l’orientamento alla vendita e all’accoglienza sono sovente elementi trascurati nel settore alberghiero italiano. Ciò che manca è una cultura aziendale compatta e sinergica, capace di inquadrare sotto un’unica vision tutte le funzioni organizzative che competono alla realizzazione dell’output – ovvero, alla realizzazione e all’erogazione di un servizio in linea con le esigenze del cliente.

Qualunque albergo ha, infatti, necessità di sviluppare un complesso di attività di marketing per farsi conoscere dal mercato, presentare la propria offerta nel miglior modo possibile e attirare l’attenzione di nuovi potenziali clienti; ma è sostanzialmente con l’attività di vendita e con l’accoglienza che si conclude il processo di interazione con l’audience, aiutando il cliente ad orientarsi nell’acquisto dei servizi più idonei alla soddisfazione dei propri bisogni. Il tutto, naturalmente, deve essere offerto con completezza tecnica, serietà e affidabilità.

In un mercato sempre più competitivo vendere servizi non è frutto solo di tecniche, ma anche di arte, ovvero della capacità e della sensibilità di (ri)conoscere e sapere interpretare i mutevoli gusti dei clienti. Sono questi i presupposti per riuscire ad essere propositivi e creativi nella presentazione del prodotto o del servizio in funzione all’esigenza da soddisfare.

Esercitarsi nell’arte dell’ospitalità richiede pertanto impegno, entusiasmo, capacità ed attitudini personali che consentano di conquistare la fiducia del cliente e riuscirne a comprendere e soddisfare i bisogni.

Il successo sta nella capacità del personale di entrare in contatto con gli ospiti, di creare un rapporto personalizzato in grado di guidare il cliente nella scelta dei prodotti e servizi più congeniali alla situazione, nell’interesse non solo dell’azienda e della sua necessità di registrare profitti, ma soprattutto con l’obiettivo di raggiungere una piena soddisfazione sia per i clienti e sia per gli addetti ai lavori.

Vendere ospitalità in albergo e promuovere i servizi di cui l’azienda dispone vuol dire soprattutto offrire serenità, sicurezza e tranquillità a coloro che per diversi motivi si trovano fuori casa. Ciò significa, pertanto, considerare le caratteristiche peculiari del prodotto alberghiero, la componente umana nella prestazione di ogni servizio, il coinvolgimento di tutto lo staff nel processo di vendita, le strategie di comunicazione e il tempo per conquistare nuovi clienti e fidelizzare quelli già esistenti.

In definitiva, l’industria dell’ospitalità è certamente caratterizzata da un insieme di servizi e prodotti complessi, costituiti da un mix di elementi tangibili e intangibili. Il segreto del successo sta nel trovare la giusta mediazione tra queste due dimensioni.

 

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Merkel, endorsement al turismo italiano

“In Europa ci sono molte zone a rischio […] Si può viaggiare in Germania e si può andare in zone non a rischio in Europa [..] In Italia, ad esempio, si agisce con grandissima cautela”, queste le dichiarazioni rilasciate dalla Cancelliera tedesca Angela Merkel in una recente conferenza stampa tenutasi al termine del vertice sul tema Coronavirus con i Presidenti dei Lander.

La Merkel, preoccupata per il generale aumento dei casi in Europa, sconsiglia ai suoi connazionali di viaggiare verso le zone ritenute maggiormente a rischio, scongiurando la tragica possibilità di un nuovo lockdown generalizzato e promuovendo maggiore responsabilità e rispetto delle ormai ben note norme comportamentali  diramate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Le parole della Cancelliera tedesca rappresentano un endorsement importante per tutta l’Italia ed in particolare per l’industria dell’hospitality, uno dei settori portanti dell’economia italiana nonché tra i maggiormente colpiti dalla crisi economica legata alla pandemia da Covid-19. L’estate 2020 infatti, nonostante un rilancio relativamente positivo del settore turistico-alberghiero e delle attività ristorative, ha certamente risentito della mancanza dei turisti stranieri che abitualmente popolavano le mete turistiche più suggestive dello stivale, solitamente propensi anche a spendere maggiormente rispetto alla media.

Attenzione nel rispetto delle norme sanitarie e sicurezza, presenza capillarizzata di strutture ricettive di medie-piccole dimensioni su tutto il territorio nazionale, paesaggi unici e buona cucina: sono questi i cavalli di battaglia vincenti, richiesti dai turisti di tutto il mondo, sui quali l’industria dell’ospitalità italiana dovrà puntare per ripartire con sempre maggiore slancio e competitività in questa delicata fase di convivenza con  il Coronavirus.

L’e-book “Hospitality Business Coaching” del Dott. Emanuele Addabbo

Hospitality Business Coaching, scritto dal Dott. Emanuele Addabbo, rappresenta una guida definitiva per tutti quei manager, o aspiranti tali, che operano nei settori dell’industria dell’ospitalità e si pongono importanti obiettivi di successo e crescita costanti del proprio business management. In questo manuale, l’autore ci prende per mano e ci accompagna in un affascinante viaggio alla scoperta del business coaching come fondamentale strumento per creare e sviluppare valore economico e generare profitti.

Edito nel 2016 da WIP Edizioni, Hospitality Business Coaching è attualmente l’opera più completa che affronta da vicino le dinamiche aziendali dei settori dell’hospitality business, proponendo un punto di vista nuovo e certamente affascinante sull’argomento dato dall’applicazione concreta delle strategie di coaching per generare valore economico e un incremento dei profitti.

Turismo, revenue management alberghiero, gestione di attività ristorative, SPA e centri benessere: di questo e di molto altro si legge sfogliando le pagine dell’e-book del Dott. Emanuele Addabbo. L’opera si configura come un’illuminante ‘manuale di istruzioni’ per tutti i protagonisti del fervido mercato dell’ospitalità, che rappresenta certamente uno dei fiori all’occhiello dell’economia italiana.

Ma che cos’è esattamente il business coaching? Come si può importare la filosofia del coaching nella propria organizzazione e ottimizzarne le prestazioni?

Il business coaching è una relazione professionale tra un coach e il suo cliente, il coachee; si configura perciò come uno strumento per lo sviluppo e il miglioramento organizzativo. A differenza della formazione che avviene in un’aula, in un ambiente protetto, il business coaching interviene direttamente sul campo, nei luoghi di lavoro, dove l’agire si sostituisce alla dialettica e si traduce in azioni concrete da apportare all’interno della propria organizzazione, modificando la sfera dei comportamenti produttivi. Il coaching può essere paragonato a ciò che i greci chiamavano la práxis (greco πρᾶξις), cioè l’agire in vista di uno scopo. Il coach aiuta il coachee (cliente) a guardare nella direzione giusta, a fissare lo sguardo su obiettivi che devono essere ben formati, ben definiti e coerenti con la mission e la vision aziendale. Visualizzato l’obiettivo, definito lo scopo (in latino scopos, cioè tenere bene in vista, ciò su cui rivolgo lo sguardo), si stabiliscono i mezzi e i tempi per raggiungere tale risultato che poi saranno misurati sia in chiave economica sia in chiave di benessere organizzativo, con un’attenta analisi del clima aziendale che si è venuto a creare grazie all’intervento del coaching sull’organizzazione.

 

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nutella ti amo italia

Nutella sostiene il turismo italiano con il virtual tour “Ti Amo Italia”

Avreste mai immaginato di poter viaggiare in giro per i luoghi turistici più belli d’Italia a bordo di un vasetto di Nutella? No, non si tratta di pura suggestione. ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo e Ferrero hanno recentemente ufficializzato la realizzazione e il lancio di un’innovativa campagna promozionale per supportare il turismo italiano in questa delicata fase di convivenza con la Covid-19.

Si chiama “Ti Amo Italia” e si tratta della nuova veste del celeberrimo vasetto della crema spalmabile più dolce e famosa al mondo, in edizione limitata e collezionabile, che si pone l’importante obiettivo di promuovere la riscoperta del meraviglioso paesaggio italiano e sostenere positivamente l’industria del turismo, fortemente colpita dalla crisi economica che sta caratterizzando questa pandemia.

Acque cristalline, vette imperiose e innevate, verdi paesaggi naturali, suggestivi borghi antichi e bellezze architettoniche delle nostre città: ogni vasetto di questa edizione limitata Nutella rappresenta uno scorcio della nostra straordinaria penisola. La collezione, in commercio ufficialmente dal 12 ottobre, sarà costituita da ben trenta pezzi raffiguranti altrettante località turistiche italiane, un vero e proprio viaggio attraverso ciascuna delle regioni. Nello specifico, le località coinvolte nella campagna saranno: (Abruzzo) Gran Sasso, (Basilicata) Matera, (Calabria) Arco Magno di San Nicola Arcella, (Campania) Faraglioni di Capri, (Emilia Romagna) Portici di Bologna, (Friuli Venezia Giulia) Vigneto di Savorgnano – Lago di Fusine, (Lazio) Civita di Bagnoregio – Monte Circeo – Via Appia Antica, (Liguria) Cinque Terre, (Lombardia) Lago di Como, (Marche) Colli di San Severino, (Molise) Cascate di Santa Maria del Molise, (Piemonte) Langhe – Monte Rosa – Lago Maggiore, (Puglia) Alberobello – Roca Vecchia, (Sardegna) Arcipelago della Maddalena – Su Nuraxi di Barumini, (Sicilia) Scala dei Turchi – Stromboli, (Toscana) Val d’Orcia, (Trentino Alto Adige) Parco Adamello Brenta – Lago di Braies, (Umbria) Piani di Castelluccio, (Valle d’Aosta) Gran Paradiso, (Veneto) Venezia – Burano.

“Ti Amo Italia” presenta inoltre un carattere totalmente innovativo: ogni vasetto, infatti, sarà dotato di uno speciale QR code che permetterà di vivere un’esperienza immersiva in realtà virtuale, un vero e proprio virtual tour esplorativo alla scoperta della storia, delle tradizioni culturali e della gastronomia della località selezionata. “Un viaggio multisensoriale per coinvolgere ogni persona in uno storytelling suggestivo e inesauribile di esperienze visive e gastronomiche. Enit promuove l’immagine dell’Italia nel mondo, lo fa con ben 28 sedi in tutto il globo. Questo progetto contribuirà ad affermare l’Italianità e le eccellenze del Made in Italy con un brand immediatamente riconoscibile” ha dichiarato il Presidente Enit, Giorgio Palmucci.

La campagna è stata realizzata in collaborazione con ENIT, l’Agenzia Nazionale del Turismo, con l’intento di valorizzare e promuovere il territorio italiano e diffondere una sempre maggiore consapevolezza della bellezza paesaggistica che ci circonda e di quanto questi luoghi siano a portata di mano e accessibili a tutti. “Nutella firma il suo amore per l’Italia su ogni vasetto e ci ricorda che per cogliere il buono della vita non serve cercare lontano, a volte basta soltanto guardarsi attorno. In questo difficile momento per un settore strategico della nostra Economia come il turismo, Nutella si stringe, di proposito, accanto all’ENIT per valorizzare presso gli italiani la loro ricchezza nazionale più grande: la bellezza dell’Italia stessa, quella vera e reale, fatta di natura ed arte, città e borghi, mari e montagne, quella che il mondo intero ci invidia” ha dichiarato Alessandro d’Este, amministratore delegato di Ferrero in Italia.

hospitality alberghiero

Lessico alberghiero. Come comunicare nell’hospitality business

Quante volte, quando si è ospiti di un albergo, avremmo voluto sentirci rispondere “me ne occupo subito e le faccio sapere” piuttosto che “non è di mia competenza!”. Purtroppo, quest’ultima risposta è quella più ricorrente nel mondo alberghiero, pronunciata da addetti protervi che per errore hanno trovato occupazione in questo settore. Ciò accade un po’ per povertà di linguaggio, un po’ perché l’immagine prevale sulla parola, per cui si perde di vista l’importanza di ciò che si dice o come si parla. Ma quando all’immagine ben curata non corrisponde un linguaggio adeguato, siamo di fronte a una discrasia tra rappresentazione e realtà.

La lingua italiana, che è una delle più belle ed eleganti nonché una delle più studiate in tutto il mondo, permette l’impiego di innumerevoli variazioni linguistiche per esprimere lo stesso concetto. Si tratta principalmente di una grave mancanza comportamentale ed organizzativa, non solo da parte del dipendente di turno che si rispecchia nella descrizione appena illustrata, ma anche e soprattutto del gestore o manager della struttura alberghiera: gestire un albergo caratterizzato da una location stimolante ed esclusiva, da ottimi servizi accessori (come il ristorante e l’eventuale presenza di un centro benessere) e una certa brand reputation, per poi assumere personale inadeguato a svolgere determinate mansioni dal punto di vista comportamentale è un po’ come disporre di capi d’abbigliamento eleganti e non prendersene cura, riponendoli nel guardaroba senza le dovute accortezze e magari indossandoli in situazioni inadeguate.

Nel mondo alberghiero, della ristorazione e dei servizi in generale non farebbe male fare dei brevi percorsi di formazione sull’uso adeguato della lingua italiana, in quanto la nostra lingua, rispetto a quanto succede ad esempio con l’inglese, secondo le sfumature che assume indica una minore o maggiore attenzione al cliente e alle sue aspettative.

 

Si potrebbe incominciare a utilizzare espressioni di questo genere:

– Informo il mio collega che si occupa di questo

– Vedo quello che posso fare e le faccio sapere

– Sono dispiaciuto per l’accaduto, cerco di risolvere immediatamente

– Mi attenda un attimo e riferisco al responsabile del reparto

– Un attimo e sono subito da lei

– Verifico se è possibile trovare una soluzione

– Se attende un istante, vado subito a informarmi

 

Tuttavia, solitamente ai nostri quesiti sono queste le risposte che riceviamo:

– Non me ne occupo io

– Non ci posso fare niente

– Non è un problema del mio reparto

– Non ho tempo

– Vedremo più tardi

– Non è la prima volta

 

Con qualche piccolo sforzo, il contesto e la relazione tra ospite e operatore assumerebbero connotati completamente diversi, rendendo più agevole la comunicazione e caricandola di quella componente semantica che definisce la relazione.

Invece, tutto è spesso lasciato alla capacità dei singoli di improvvisare risposte, difformi tra colleghi, che indicano come al linguaggio corretto ed elegante sia dato poco conto nella formazione dei propri collaboratori al contrario di quanto succede, di contro, con quello digitale, che comunica invece in maniera sempre sfavillante la struttura e i servizi annessi che promettono.

La soluzione? Oggi viviamo in un mondo costantemente interconnesso dove la comunicazione, in ogni sua forma, occupa uno spazio sempre più rilevante nelle nostre vite. Ma lavorando nell’industria dell’ospitalità, che pone al centro di tutto la soddisfazione completa del cliente, è di fondamentale importanza trovare una coerenza tra ciò che viene rappresentato online (sito web curato e aggiornato, servizi offerti sempre descritti come impeccabili e con quel senso quasi “artificiale” di infallibilità) e ciò che effettivamente costituisce la customer experience dei vostri ospiti.

 

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Come cambiare mentalità sul lavoro con il Coaching

Spesso si sente sostenere la tesi che “la mentalità è tutto, ciò che pensi diventi”. Si tratta certamente di una frase iconica della quale talvolta si abusa, ma c’è di fatto che un fondo di verità c’è.

In realtà, il fenomeno preso in esame – vale a dire il complesso sistema cognitivo che determina la costruzione dei nostri modi di pensare e agire – è molto più articolato di quanto si possa immaginare e non è possibile parlarne in termini assoluti e definitivi. Numerosi studi di natura psicologica e sociologica, portati avanti da prestigiose università in tutto il mondo, testimoniano come lo sviluppo della mentalità rappresenti un processo molto influente sulla vita di un essere umano sin dall’infanzia: l’imporsi di un certo tipo di mentalità, infatti, ha nel bambino manifestazioni evidenti in situazioni concrete come, ad esempio, la socializzazione con il gruppo dei pari, l’interazione con gli adulti e il successo scolastico inteso come successo nel processo di apprendimento e sviluppo di un’intelligenza ben predisposta all’assimilazione di nuove conoscenze; una ricerca analoga, caratterizzata però da campioni di riferimento composti da persone adulte, ha invece dimostrato come molto spesso lo sviluppo della mentalità sia improntata principalmente sulle difficoltà legate al mondo del lavoro e, più in generale, allo stress di un’ordinarietà frenetica.

Dunque, per semplificare le carte in tavola è possibile individuare una dicotomia concettuale in merito allo sviluppo della mentalità: da una parte la mentalità dell’abbondanza, quella di chi vede il bicchiere sempre mezzo pieno, dall’altra la mentalità della scarsità, o del bicchiere mezzo vuoto.

È facile comprendere come implementare una buona attitudine allo sviluppo di una mentalità dell’abbondanza sul lavoro sia di fondamentale importanza per tutti quei manager e altre figure professionali che ricoprono importanti ruoli dirigenziali, soprattutto in certi tipi di organizzazioni dove la coesione professionale, il team working e la formazione continua dei dipendenti sono fattori indispensabili. L’industria dell’ospitalità, considerando la sua estrema complessità organizzativa soprattutto in riferimento allo sviluppo di processi produttivi molto articolati (come, ad esempio, accade nei più rinomati e lussuosi alberghi) rappresenta senza dubbio un settore dove si rende necessaria una cultura positiva dei modelli di pensiero e azione di tutto l’organico aziendale.

Come fare, dunque, a concretizzare tutto questo e costruire una struttura organizzativa capace di trasmettere ai nostri collaboratori la mentalità dell’abbondanza? Uno strumento che si dimostra particolarmente vantaggioso e proficuo in tal senso è il business coaching. In estrema sintesi, si tratta di una relazione lavorativa che permette uno sviluppo personale e professionale di tutto il team di lavoro incrementandone produttività e potenziale. Analizziamo ora in cinque punti chiave come è possibile passare dalla mentalità del bicchiere mezzo vuoto a quella, certamente migliore, del bicchiere mezzo pieno:

  1. Focalizzarsi su ciò che si ha. Molto spesso l’errore principale che si fa è proprio quello di porre l’accento su ciò che manca, generando così un sentimento di stress e ansia verso il raggiungimento dei singoli obiettivi di crescita personale e professionale e implementando, di conseguenza, una mentalità ancorata alla scarsità;
  2. Circondarsi di persone ‘mentalmente abbondanti’. La positività è contagiosa, esattamente come il suo opposto, pertanto per costruire e mantenere una buona attitudine alla mentalità dell’abbondanza sul lavoro è doveroso sviluppare anche una rete sociale e interazionale propensa positivamente verso l’abbondanza;
  3. Sviluppare situazioni ‘win-win’. La competizione agguerrita non fa mai bene a nessuno, soprattutto sul lavoro, dunque è importante assicurarsi che tutte le possibili situazioni di confronto siano costruttive per le parti coinvolte e portino non verso l’affermazione del singolo (situazione win-lose) ma di tutto il team;
  4. Ringraziare sempre, ogni giorno. La gratitudine è un valore fondamentale da osservare nella vita di tutti i giorni e, soprattutto in quelle situazioni di crescita personale e professionale ovvero dove ci si pone obiettivi sia a breve che a lungo termine, rappresenta un formidabile strumento di auto-efficacia (ringraziare per ciò che si ha e ciò che si ottiene è sinonimo di abbondanza);
  5. Allenarsi a riconoscere le possibilità. Il mondo oggi è ricchissimo di opportunità che spesso non scorgiamo perché impossibilitati a guardare oltre la ‘nebbia della scarsità’, caratteristica di una mentalità chiusa e poco flessibile; sviluppare un assetto mentale basato sull’abbondanza significa soprattutto essere eclettici e individuare tutte le possibilità di sviluppo più adatte a noi.

In definitiva, forse ciò in cui crediamo rappresenta ciò che siamo, ma certamente ciò che crediamo corrisponde a ciò che riceviamo. Cambia passo, cambia mentalità e migliora il tuo rendimento sul lavoro e nella vita di tutti i giorni.

 

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polignano a mare estate 2020 puglia

La Puglia è la meta turistica italiana preferita dai turisti nell’estate del covid-19

In questa delicata estate 2020, inevitabilmente segnata dalle conseguenze della pandemia di covid-19 che ha messo a dura prova il Bel Paese nei mesi scorsi, una buona notizia sul fronte dell’economia c’è: la Puglia siede sul gradino più alto del podio come meta turistica italiana preferita dai turisti italiani per il mese di Agosto, con una preferenza stimata al 44% (fonte: Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa – Turismo e Commercio).

polignano a mare estate 2020 puglia

“Siamo i migliori di Italia –  ha dichiarato con soddisfazione il governatore Michele Emiliano – siamo la prima meta turistica più desiderata dagli italiani in questa stagione.  Stiamo combattendo con la bellezza della Puglia, con i sacrifici degli operatori, con la sanità pugliese che funziona. Stiamo combattendo per superare la crisi economica che è venuta con il coronavirus e ci stiamo riuscendo alla grande. Non molliamo, la Puglia è davvero una grande regione”.

La Puglia si riconferma una delle mete turistiche preferite dell’alta stagione dai turisti italiani e non, confermandosi in testa alle preferenze dei viaggiatori superando Toscana e Sicilia. La leva principale di tale risultato risiede non solo nell’effettivo pacchetto di esperienze turistiche che la regione pugliese offre ai turisti di tutto il mondo, tra le spiagge del Salento, le suggestive località costiere come Polignano a Mare, la tranquillità della Murgia e il turismo culturale alla scoperta delle bellezze cittadine, ma anche e soprattutto nella maggiore sicurezza percepita in funzione al rischio di contagio da covid-19, che attualmente in Puglia è relativamente molto circoscritto e sotto controllo. La Puglia, infatti, viene ritenuta dai turisti come un luogo sicuro e ospitale in questa stagione estiva così differente da quelle alle quali siamo abituati: tale preferenza è evidente sulla base del confronto sia con le altre regioni italiane sia con le altre mete turistiche straniere più gettonate del periodo, come Spagna, Grecia, Croazia o Montenegro.

I turisti intenzionati a viaggiare in Puglia propendono soprattutto per vacanze all’insegna della tranquillità, della natura e del relax, mentre emerge meno voglia di movida notturna. Il 56% dichiara che verrà in vacanza in Puglia scegliendo un luogo stabile dal quale fare qualche escursione guidata, mentre il 14% non si muoverà dalla destinazione scelta. La spesa media prevista dai turisti è di circa 1.200 euro complessivi, che vanno a coprire gruppi di almeno due o più viaggiatori, ma ci sono anche turisti facoltosi che prevedono di spendere tra 1.000 e 1.500 euro individualmente. Preferite strutture di piccole dimensioni, come Bed & Breakfast (19%) e piccoli hotel (16%).

“Il lavoro fatto bene dà buoni frutti – dichiara l’assessore alle attività turistiche e culturali Loredana Capone –  stiamo facendo di tutto per sostenere la nostra economia, in sicurezza, tutelando l’ambiente, facendo rete con gli operatori, investendo nel patrimonio culturale, puntando sul turismo di prossimità, valorizzando tutti i luoghi della Puglia, dalle grandi mete agli angoli meno conosciuti ma non meno incantevoli”.