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La pratica della Mindfulness in azienda

La pratica della Mindfulness in azienda riscuote sempre maggiore interesse da parte di manager e imprenditori lungimiranti, incuriositi dai risultati positivi ottenuti dalle organizzazioni che già l’hanno introdotta come vera e propria parte integrante della vita lavorativa dei propri dipendenti.

Che cos’è la Mindfulness?

La Mindfulness, letteralmente ‘consapevolezza’, affonda le sue radici nelle antiche pratiche meditative buddhiste e si concretizza attraverso l’applicazione concreta di differenti tecniche che puntano al rilassamento psicofisico e al raggiungimento di uno stato di benessere a trecentosessanta gradi.

Jon Kabat-Zinn, pioniere dell’uso terapeutico della Mindfulness anche nel contesto lavorativo, la definisce come “la consapevolezza che emerge prestando intenzionalmente attenzione, nel momento presente e in modo non giudicante, al dispiegarsi dell’esperienza, momento per momento”. La Mindfulness, dunque, supera il tradizionale concetto di ‘trance meditativa’, riconducibile al contrario a quelle pratiche orientate al distaccamento dalla realtà, prospettandosi invece su un livello di meditazione superiore che è possibile definire ‘lucida consapevolezza‘: chi pratica la Mindfulness punta al risveglio della propria mente, al raggiungimento di una concentrazione attiva ed ancorata al presente, ovvero l’unica dimensione dove il nostro pensare ed agire possono immediatamente manifestarsi e produrre risultati.

Quali sono le principali pratiche di Mindfulness?

La pratica della Mindfulness può essere sia individuale sia collettiva, a seconda dei casi. Esistono numerose tecniche sperimentabili che mirano all’estensione delle facoltà mentali di ogni individuo ed al relativo potenziamento psico-fisico. Esaminiamone alcune, tra le principali:

  • esercizi di respirazione, sono fondamentali in quanto il ritmo e l’intensità del nostro respiro comportano conseguenze significative sul nostro corpo – ad esempio, ad una respirazione troppo veloce ed affannosa seguirà certamente una scarsa ossigenazione dell’organismo con conseguente senso di malessere, irrequietezza e nervosismo, viceversa una respirazione regolare e profonda consente di equilibrare il ritmo di tutto il nostro corpo donandoci rilassatezza e tranquillità;
  • esercizi di postura, sono molto importanti poiché l’adozione di posture sbagliate e scomode, prolungata nel tempo, non farà altro che irrigidire il nostro corpo e rendere molto tesa, di conseguenza, anche la nostra mente – è fondamentale conoscere il proprio corpo ed essere in grado di interagirci con naturalezza, in tal senso le pratiche meditative basate sulla postura possono fornire un valido aiuto nella ricerca della consapevolezza del proprio equilibrio psico-fisico;
  • esercizi di meditazione guidata, si tratta di pratiche solitamente collettive dove un soggetto istruttore, previa elaborazione di un percorso di meditazione e delle relative ‘tappe’, accompagna l’individuo in un vero e proprio viaggio esplorativo all’interno di sé stessi alla ricerca della propria essenza, delle proprie capacità e potenzialità e di quella lucida consapevolezza che è fondamentale nell’esercizio del proprio lavoro.

Che ruolo ricopre la Mindfulness nella vita quotidiana?

Praticare la Mindfulness quotidianamente è sicuramente una sana abitudine che nel lungo periodo può produrre risultati davvero sorprendenti sia dal punto di vista del benessere individuale (ottima forma psico-fisica, autostima, armonia nello sviluppo di relazioni sociali, ecc.) sia dal punto di vista del benessere professionale (concentrazione focalizzata, ottime prestazioni nello svolgimento delle proprie mansioni, raggiungimento di nuovi importanti risultati, ecc.).

Naturalmente, per facilitare ed ottimizzare i risultati dell’esercizio costante e quotidiano della Mindfulness è consigliabile affiancarne uno stile di vita sano, facendo particolare attenzione alla dieta (variegata, genuina, senza troppi eccessi né restrizioni), all’attività motoria (in particolare camminata, yoga e fitness) e alla qualità del sonno.

Che impatto ha la Mindfulness praticata in azienda?

Sono già molte le realtà aziendali internazionali che hanno adottato la pratica quotidiana della Mindfulness come vero e proprio elemento caratteristico della vita lavorativa dei propri dipendenti. In particolare, i grandi colossi della tecnologia informatica, come Google e Apple, ormai da molti anni forniscono ai loro dipendenti spazio e tempo da dedicare al rilassamento e alla meditazione personale durante l’orario di lavoro; i risultati dell’efficacia dell’applicazione di queste pratiche meditative sono direttamente riscontrabili nell’enorme successo di queste aziende.

Introdurre la pratica della Mindfulness in azienda significa sostanzialmente promuovere un concetto che viene talvolta dimenticato da imprenditori e manager molto esigenti e poco umani, soprattutto nei confronti dei loro collaboratori subordinati: la Qualità Totale. Lavorare in un’azienda dotata di alti livelli qualitativi significa fare parte di un contesto organizzativo dove il raggiungimento del fine principale, cioè la creazione di valore economico, rappresenta a sua volta il mezzo per sviluppare un ambiente professionale sano, produttivo e stimolante che pone al centro del processo produttivo il lavoratore in quanto vera e propria risorsa umana.

Cosa aspetti? Hai già provato a praticare la Mindfulness nella tua azienda?

 

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buddha e il management

Buddha e il management

Quando si parla di management aziendale l’essere risvegliato può diventare un problema o un’opportunità, a seconda delle circostanze che fanno da contorno al processo di risveglio. Il percorso per risvegliarsi ci è stato già stato dato in dono dal Buddha, circa 2.500 anni fa, con le Quattro Nobili Verità e gli Otto Nobili Sentieri. Il risveglio prevede, in particolare con la pratica della meditazione trascendentale, la possibilità di osservare se stessi liberati dall’ego e dalle sue limitazioni, tant’è che il termine deriva dal sanscrito e sta a significare ‘vedere le cose come sono’.

Il fare da risvegliati diventa un problema quando ci si accorge che tutti continuano a fare e ad agire in maniera inconsapevole, senza rendersi conto che fanno parte di una grande rappresentazione teatrale che chiamano vita a cui credono ciecamente. Al contrario, l’essere risvegliato diventa un’opportunità quando, piuttosto che farsi coinvolgere dalla messa in scena, ci si limita ad osservare senza coinvolgimenti le tante interazioni che i soggetti instaurano fra di loro, che rappresentano spesso anche l’origine delle loro sofferenze e frustrazioni.

Quando si è risvegliati, e dunque più consapevoli, il primo elemento che emerge è una grande serenità che proviene dall’animo e non più dell’esterno; anzi, il mondo là fuori, con tutto quello che vi accade, diventa una fonte di disturbo a quella quiete che sottende l’animo. L’animo quieto favorisce una maggiore lucidità e capacità di focalizzarsi sugli effettivi problemi da affrontare e sulle possibili soluzioni che possono favorirne la soluzione. Emergono così soluzioni creative che arrivano spontanee dal profondo, senza sforzi. È come assistere allo zampillio di idee e soluzioni che giungono ininterrottamente dal profondo, avvertendo un travolgente senso di connessione con la realtà.

Questa antica pratica, che è la meditazione, oggi trova la sua più innovativa declinazione con un nuovo termine: mindfulness. La grandi aziende d’oltreoceano (Apple, Google, AOL, Nike, Procter & Gamble e tante altre ancora) ne hanno avvertito i benefici e l’hanno introdotta nelle loro organizzazioni, traendone giovamento sia sul piano del benessere organizzativo sia su quello economico, con l’aumento della produttività, la diminuzione del turn-over e crollo dei conflitti interni.

Ma in cosa consiste esattamente il concetto di mindfulness?

Nelle più importanti organizzazioni produttive al mondo questa pratica si sta diffondendo rapidamente, portando grandi benefici psico-fisici sia ai praticanti sia alle stesse aziende che ne promuovono la pratica.

Il Buddha ne aveva già parlato 2.500 anni fa, indicando la meditazione come una via per uscire dall’illusione dei sensi. Pura visione, pura consapevolezza, percezione nitida dei pensieri con i quali non ci identifichiamo più. Un percorso di risveglio spirituale ed intellettuale che indica la via d’uscita da ciò che è stress e sofferenza, articolato negli Otto Nobili Sentieri: 1) Retta Parola; 2) Retta Azione; 3) Retti Mezzi di Sostentamento; 4) Retto Sforzo; 5) Retta Consapevolezza; 6) Retta Concentrazione; 7) Retta Visione; 8) Retto Pensiero (per approfondire si rimanda allo schema in basso)

otto nobili sentieri

È opportuno ricordare che la mindfulness non è una teoria, ma una pratica. Quando si è risvegliati, per effetto della meditazione si continua a vivere nello stesso mondo, ma tutto appare diverso. I veli cadono e le cose assumono altri significati. Il risveglio comporta il riconoscimento di ciò che è vero e ciò che invece è “pura illusione”. È proprio da queste che bisogna prendere le distanze, elevandosi rispetto alle problematiche organizzative e (ri)scoprendo tutte le potenzialità che è possibile generare lavorando su sé stessi.