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napoleone e il management

Napoleone e il management

Senza un sistema di principi, di valori, di regole, non si ottiene alcun risultato. Questo vale in qualsiasi impresa. Napoleone lo aveva ben compreso e applicava delle regole auree per la condotta delle sue truppe. Guidava i suoi uomini con esempi: era sempre in prima fila, condivideva con loro tutto. Era intransigente sulla qualità dei suoi uomini, li ricompensava generosamente con titoli onorifici e con i proventi delle guerre vinte. Il suo era uno stile di management esemplare.

Per le organizzazioni produttive vale la stessa cosa, senza un sistema di regole chiare e condivise non si arriva da nessuna parte.

Platone asseriva che: nemmeno i due peggiori malfattori potrebbero compiere alcun crimine se non avessero delle regole.

Se volessimo estrapolare “dall’arte della guerra” di Napoleone un decalogo di regole, di principi applicabile anche alle organizzazioni produttive potremmo fare questo elenco:

 

1 – Acquisire una profonda conoscenza della’ambiente e del contesto in cui si opera. 

2 – Definire in modo chiaro e dettagliato la propria strategia.

3 – Preparare un piano operativo chiaro e dettagliato.

4 – Realizzare un sistema di comunicazione estremamente efficiente e rapido.

5 – Non rimandare mai a domani ciò che può essere eseguito oggi.

6 – Non scendere mai a compromessi con la qualità dell’esecuzione.

7 – Non scendere mai a compromessi con la qualità dei propri collaboratori.

8 – Focalizzare le migliori risorse su un ristretto numero di obiettivi strategici.

9 – Il buon esempio deve sempre venire dal capo.

10 – Ricompensare in modo adeguato chi eccelle nel perseguimento di obiettivi e risultati.

Se questo decalogo fosse applicato a qualsiasi “comunità produttiva” sicuramente le organizzazioni funzionerebbero meglio.

 

Ma la prima difficoltà consiste nel capire questo e la seconda nell’applicarlo. Quante imprese conoscete che dispongono anche di poche e semplici regole, che sono ben visibili, chiare, enunciate e interiorizzate da tutti i dipendenti? Questa è una delle ragioni per cui spesso le imprese non crescono, il personale è demotivato, la comunicazione è assente, le strategie latitano, non si capisce chi è il capo, c’è confusione nei ruoli, manca uno scopo, una proiezione verso il futuro.

Il coach aiuta le imprese con il Team Coaching ad organizzarsi intorno ad uno scopo ben definito, ad avere obiettivi ben formati, mette al centro dell’attenzione la soddisfazione del cliente, attiva reti di relazioni intelligenti con tutti gli stakeolders. Stabilisce con il manager un sistema di regole e poi lo condivide con tutti i dipendenti.

Impariamo dalla storia, dai grandi personaggi, da straordinari condottieri come Napoleone Bonaparte.

Impariamo dal passato.

“Chi non impara la storia è condannato a ripeterla”.

Tutti questi argomenti sono ampiamente trattati nel video-corso di:

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Dott. Emanuele Addabbo :  Contattami

Cos'è il business coaching

Cos’è il business coaching?

Che cos’è il business coaching? Questa è una domanda molto comune tra coloro che non hanno particolare dimestichezza con il management aziendale, l’attività imprenditoriale e il mondo del business in genere.

La definizione del business coaching è variegata, in quanto sono molteplici le sfaccettature che questa pratica può assumere all’interno di un’organizzazione a seconda di diversi fattori, tra i quali il settore economico nel quale si opera, gli obiettivi concreti e misurabili che si intendono raggiungere nel breve-medio periodo e i bisogni formativi professionali che, conseguentemente, occorre implementare in azienda mediante una formazione mirata e pianificata del personale.

Il business coaching si può fondamentalmente definire come una relazione professionale tra un coach, ovvero colui che pone la sua professionalità in veste di “allenatore”, ed il coachee, ovvero il cliente che ne richiede l’intervento. Si configura come uno strumento per lo sviluppo e il miglioramento organizzativo, ma a differenza della formazione che avviene in un’aula, quindi in un ambiente protetto, il business coaching interviene direttamente sul campo, nei luoghi di lavoro, dove l’agire si sostituisce alla dialettica e si traduce in azioni concrete da apportare all’interno dell’organizzazione modificandone i comportamenti produttivi. Il coaching può essere paragonato a ciò che i greci chiamavano la práxis (greco πρᾶξις), cioè l’agire in vista di uno scopo. Il coach aiuta il coachee a guardare nella direzione giusta, a fissare lo sguardo su obiettivi che devono essere ben definiti e coerenti con la mission aziendale. Visualizzati gli obiettivi, si stabiliscono i mezzi e i tempi per raggiungere tali risultati che poi saranno misurati sia in chiave economica sia in chiave di benessere organizzativo, con un’attenta analisi del clima aziendale che si è venuto a creare grazie all’intervento del coaching in azienda.

Si possono individuare sostanzialmente tre diverse definizioni di business coaching:

  • La prima definizione è quella proposta dall’ICF – International Coach Federation, la più grande associazione di coach professionisti al mondo che conta oltre 20.000 associati presenti in oltre 100 Paesi e si occupa di favorire il progresso dell’arte, della scienza e della pratica del coaching professionale. Il business coaching si configura come una partnership con i clienti che, attraverso un processo creativo di stimolazione della riflessione, ispira a massimizzare il proprio potenziale personale e professionale.
  • La seconda definizione è dovuta a Timothy Gallwey: il business coaching consente di sbloccare il potenziale di una persona per massimizzarne le prestazioni, non insegnando ma aiutando ad imparare. Questa definizione, generata da chi per primo ha utilizzato il coaching in ambito sportivo, rende chiaro che il coaching ha come scopo primario il miglioramento della performance e che il coach non è un docente, ma qualcuno che accompagna nell’apprendimento creando le opportune condizioni di crescita personale e professionale.
  • La  terza definizione, tratta dal sito www.coachinginsider.com, illustra in termini semplici e chiari come avviene concretamente una sessione di coaching: il processo di business coaching è fondamentalmente una conversazione, un dialogo tra coach e cliente in un contesto produttivo ed orientato al risultato. Una conversazione in cui, ponendo le domande giuste al momento giusto, il coach incoraggia ed aiuta a considerare prospettive e strategie diverse. In questo caso è utile sottolineare la necessità di “un contesto produttivo ed orientato al risultato” che indica la necessaria volontà del cliente di muoversi verso il risultato, rendendolo anche responsabile del suo conseguimento.

Ma in cosa consiste concretamente il business coaching?

Innanzitutto il coach (l’allenatore) aiuta il coachee (il cliente) a guardare nella direzione giusta, a fissare lo sguardo su obiettivi che devono essere ben definiti e coerenti con la mission aziendale. Visualizzato l’obiettivo (lo scopos in latino), cioè ciò su cui rivolgo lo sguardo, si stabiliscono i mezzi e i tempi per raggiungere tali risultati e poi si misurano sia in chiave economica che in chiave di benessere organizzativo. Ma per raggiungere risultati importanti è necessario mettere in pratica un lavoro di accompagnamento rivolto a tutto lo staff con il team coaching (sessioni di lavoro su specifici gruppi o interi reparti) oppure rivolto ad un ristretto numero di persone con il corporate coaching (direttori, capi-servizio, responsabili) che provvederanno successivamente a diffondere la nuova cultura aziendale, a cascata, sull’intera organizzazione. Il business coach, in azienda, si occupa anche dell’analisi delle competenze e delle performance, dell’individuazione delle aree di miglioramento, delle azioni correttive sul comportamento, della cura della comunicazione e dell’immagine, della predisposizione di premi ed incentivi: sono questi gli strumenti di lavoro che un business coach professionista utilizza nello svolgimento del proprio lavoro.

I risultati di un intervento di business coaching in azienda spesso sono ben evidenti già nel breve periodo. Tali risultati possono riguardare l’incremento del fatturato aziendale, l’aumento dei feedback positivi e dunque anche del punteggio delle recensioni sulle principali piattaforme (Google, Facebook, Booking, TripAdvisor, ecc), il miglioramento del clima aziendale e del benessere organizzativo, la crescita personale e professionale di manager e dipendenti: in sostanza, un buon intervento di business coaching può contribuire notevolmente alla creazione di valore economico valorizzando la qualità, come bussola da seguire per orientarsi verso la costruzione di una forte brand reputation, e la creatività e l’innovazione in termini di iniziative, proposte, investimenti e attività – chi si ferma, soprattutto nel mondo imprenditoriale, è perduto!

Per concludere, il business coaching è: una relazione professionale che mira a costruire competenze valide per raggiungere specifici risultati e consolidarli nel tempo; uno strumento per lo sviluppo organizzativo, idoneo all’analisi dei fabbisogni formativi delle risorse umane coinvolte nei processi produttivi e all’individuazione di percorsi formativi su misura per generare o migliorare conoscenze e competenze professionali; una pratica orientata “al fare”, che opera direttamente sul campo correggendo comportamenti sbagliati ed implementando buone pratiche, in particolar modo basandosi sul binomio domande-risposte (imparando a porsi le giuste domande, nel modo e nel momento giusto, e trovare le risposte adeguate); un catalizzatore del miglioramento, in quanto il business coach non si sostituisce al manager o all’imprenditore, ma lo affianca sul campo nello svolgimento delle mansioni quotidiane che caratterizzano il suo lavoro, osservandone ed analizzandone i comportamenti, apportando le dovute correzioni e fornendo feedback costruttivi tenendo sempre ben chiari in mente gli obiettivi prefissati e i risultati che si intendono conseguire.

Scopri di più sul business coaching con il nostro corso dedicato.

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Intervista al Dott. Addabbo al termine del suo intervento alla BTM di Lecce

Il pubblico numeroso ha partecipato all’intervento del Dott. Emanuele Addabbo Business Coach e fondatore della Team Management  sull’Hospitality Business Coaching che si è tenuto a Lecce il 17 febbraio 2017; ecco un breve passaggio dell’intervista fatta dalla tv trm h24:

 

Video dell’intervento sull’Hospitality Business Coaching alla BTM di Lecce il 17 febbraio 2017

Hospitality Business Coaching: la creazione del valore economico nell’industria dell’ospitalità.

Il Business Coaching è una relazione professionale tra un Coach e il suo cliente, il coachee; è uno strumento per lo sviluppo e il miglioramento organizzativo. A differenza della formazione che avviene in un’aula, in un ambiente protetto, il Business Coaching, invece, interviene direttamente sul campo, nei luoghi di lavoro, dove l’agire si sostituisce alla dialettica e si traduce in azioni concrete da apportare all’interno della propria organizzazione modificando la sfera dei comportamenti produttivi.
Il coaching può essere paragonato a ciò che i greci chiamavano la práxis (greco πρᾶξις) cioè l’agire in vista di uno scopo. Il coach aiuta il coachee (cliente) a guardare nella direzione giusta; a fissare lo sguardo su obiettivi che devono essere ben formati, ben definiti e coerenti con la Mission e la Vision aziendale.
Visualizzato l’obiettivo, definito lo scopo (in latino scopos, cioè tenere bene in vista, ciò su cui rivolgo lo sguardo) si stabiliscono i mezzi e i tempi per raggiungere tale risultato che poi saranno misurati sia in chiave economica che in chiave di benessere organizzativo (con un’attenta analisi del clima aziendale che si è venuto a creare grazie all’intervento

del coaching sull’organizzazione).

Dott. Emanuele ADDABBO

Business  Coach e fondatore della Team Management  società  di consulenza e formazione per il turismo.

E’ consulente-formatore per le imprese del turismo e del mondo alberghiero, si occupa di business coaching per l’industria dell’ospitalità.  E’ autore del libro Hospitality Business Coaching pubblicato nel a novembre del 2016.

Dottore Magistrale in Economia del Turismo, ha conseguito la Laurea Specialistica presso l’Università  degli Studi di Perugia, facoltà  di Economia, con indirizzo Gestionale – Formativo e presso la stessa facoltà ha conseguito una Laurea triennale in “Economia e Gestione delle aziende turistiche”.

Ha ricoperto funzioni manageriali presso importanti multinazionali come: Marriott Italia SpA presso la sede di Roma e Sodexho SpA prima presso la sede di Milano e successivamente alla direzione generale di Parigi.

Attualmente è impegnato come Business Coach  nel mondo dell’ospitalità, assiste aziende su tutto il campo nazionale che operano dal mondo alberghiero alla ristorazione. E’ Executive Coach di numerosi imprenditori  e di manager con importanti ruoli di responsabilità.

 

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Le abilità Manageriali

Le abilità manageriali sono le capacità di assolvere ad una serie di funzioni che il ruolo manageriale richiede. Molte di queste funzioni richiedono esercizio, impegno, volontà, per cui anche se alcune sono innate in natura non sempre emergono in maniera ben definita.

A differenza delle competenze che si intendono invece: le capacità di un individuo, che consentono di effettuare una prestazione lavorativa. Una caratteristica individuale che è correlata a una performance definita. E queste possono anche non essere innate o naturali, ma le si possono acquisire con la pratica o lo studio.

Talvolta la proprietà di una impresa non sempre corrisponde a persone che hanno un’innate capacità di saperla gestire, pertanto si crea una frattura tra il ruolo di chi possiede un’azienda (intesa come somma dei beni materiali ed immateriali) e chi la deve gestire.

Chi “guida un’impresa” deve avere l’umiltà di chiedersi se ha abilità manageriali.

Nell’immagine qui sotto, le abilità manageriale, sono illustrate a raggiera:
Sviluppo-delle-abilità-manageriali1
Il “Business Coach” nelle organizzazioni produttive, aiuta il manager (proprietario) a migliorare le abilità che il suo ruolo richiede, perché se queste non sono ben sviluppate producono effetti contrari a quelli desiderati, talvolta complica i problemi anziché risolverli, trasformandosi in perfetti COMPLICATOR MANAGER!

Dove c’era un solo problema ed è intervenuto, è stato così bravo, da crearne altri tre!

Dott. Emanuele Addabbo :  Contattami

 

capitale umano ospitalità

Le risorse umane nell’industria dell’ospitalità

Provate a convocare il vostro team o tutti gli addetti del vostro reparto, chiedete loro di scrivere su un foglio di carta quali sono gli obiettivi della vostra organizzazione nel medio periodo (6 mesi o 1 anno). Bene, vi accorgerete che ognuno ha una visione difforme da tutti gli altri componenti del team. Ciò significa che si procede con visioni individuali, ognuno nella propria direzione, e di conseguenza ognuno arriverà in destinazioni diverse da tutti gli altri. Quando accade questo la ragione è molto semplice. Non c’è una visione aziendale condivisa, manca un sistema di valori, gli obiettivi sono sfuocati, la mission è annebbiata. Molte organizzazioni versano in questa situazione, che produce confusione e di conseguenza immobilismo.

Il business coaching aiuta le organizzazioni partendo dall’alto, dal Top Management, definendo bene lo scopo, ciò che devono tenere ben in vista, ciò su cui si volge lo sguardo, che non è solo il  profitto, ma anche il benessere organizzativo, cioè lavorare bene insieme e in un ambiente armonioso. Senza questa precondizioni relazionali, le organizzazioni non producono adeguati risultati economici.

Non dimentichiamo che i comportamenti produttivi sono la naturale conseguenza del coinvolgimento emotivo nel progetto aziendale, che genera motivazione, cioè energia canalizzata nel fare bene le cose con interesse e attenzione al proprio operato. Se a questa energia profusa nel lavoro non corrisponde un adeguato riconoscimento economico ed emotivo, con segnali di conferma (feedback), le energie umane cedono. Non si alimentano, si disperdono. Il salario non basta, vanno sommati altri riconoscimenti sotto altre forme: incentivi, premi di produzione, benefits, avanzamenti di carriera. Il lavoro come partecipazione attiva al processo di creazione del valore economico ha perso valore!

Tutti noi facciamo qualcosa in corrispondenza di aspettative di crescita e di miglioramento. L’assenza di aspettative sprigiona demotivazione e alienazione. Il settore dell’ospitalità ha perso di vista questa dimensione umana, riducendo a manovalanza chi invece genera valore economico.

La centralità delle risorse umane nell’ospitalità ha ceduto il suo primato alle tecnologie, alla distribuzione online delle camere da vendere, alla visibilità nel web. Dietro una camera pulita c’è una signora che lavora, dietro un pasto ben servito c’è un cameriere e un cuoco, alla plonge c’è un lavapiatti con la sua dignità. La somma della loro contribuzione alla creazione del servizio genera valore economico e non è scontato che tutto il servizio avvenga come il cliente si aspetta se, a livello organizzativo, mancano organizzazione, fiducia, motivazione e coinvolgimento. La brand reputation parte proprio dalle performance lavorative di tutte le figure professionali coinvolte nel processo produttivo! Senza coinvolgimento, senza una chiara definizione degli obiettivi, senza una definizione di qualità diffusa le imprese coinvolte nel settore dell’ospitalità saranno alla mercé di strategie confuse e improduttive.

Cosa fa un Business Coach all’interno dell’organizzazione?

Innanzitutto il coach (l’allenatore) aiuta il coachee (il cliente) a guardare nella direzione giusta, a fissare lo sguardo su obiettivi che devono essere ben definiti e coerenti con la mission aziendale. Visualizzato l’obiettivo (lo scopos in latino), cioè ciò su cui rivolgo lo sguardo, si stabiliscono i mezzi e i tempi per raggiungere tali risultati e poi si misurano sia in chiave economica che in chiave di benessere organizzativo. Ma per raggiungere risultati importanti è necessario mettere in pratica un lavoro di accompagnamento rivolto a tutto lo staff con il team coaching (sessioni di lavoro su specifici gruppi o interi reparti) oppure rivolto ad un ristretto numero di persone con il corporate coaching (direttori, capi-servizio, responsabili) che provvederanno successivamente a diffondere la nuova cultura aziendale, a cascata, sull’intera organizzazione. Il business coach, in azienda, si occupa anche dell’analisi delle competenze e delle performance, dell’individuazione delle aree di miglioramento, delle azioni correttive sul comportamento, della cura della comunicazione e dell’immagine, della predisposizione di premi ed incentivi: sono questi gli strumenti di lavoro che un business coach professionista utilizza nello svolgimento del proprio lavoro.

Per concludere, il business coaching è: una relazione professionale che mira a costruire competenze valide per raggiungere specifici risultati e consolidarli nel tempo; uno strumento per lo sviluppo organizzativo, idoneo all’analisi dei fabbisogni formativi delle risorse umane coinvolte nei processi produttivi e all’individuazione di percorsi formativi su misura per generare o migliorare conoscenze e competenze professionali; una pratica orientata “al fare”, che opera direttamente sul campo correggendo comportamenti sbagliati ed implementando buone pratiche, in particolar modo basandosi sul binomio domande-risposte (imparando a porsi le giuste domande, nel modo e nel momento giusto, e trovare le risposte adeguate); un catalizzatore del miglioramento, in quanto il business coach non si sostituisce al manager o all’imprenditore, ma lo affianca sul campo nello svolgimento delle mansioni quotidiane che caratterizzano il suo lavoro, osservandone ed analizzandone i comportamenti, apportando le dovute correzioni e fornendo feedback costruttivi tenendo sempre ben chiari in mente gli obiettivi prefissati e i risultati che si intendono conseguire.

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Il coaching nella sottile arte della ristrutturazione

Non vediamo le cose per come sono, ma per come siamo!

Ognuno di noi ospita dentro di sé delle convinzioni sulle proprie capacità e stabilisce con queste una relazione significativa. L’origine di queste convinzioni può nascere da svariate situazioni o circostanze, ma una volta che si sono radicate dentro di noi agiscono condizionando scelte e comportamenti. Il loro agire è silenzioso, profondo, impercettibile, ma agiscono sempre, come un filtro che condiziona sia le percezioni che le azioni. Influenzano anche la comunicazione, per cui molte volte si attivano pregiudizi confermativi sia nell’esposizione che nella ricezione.

Tutto questo naturalmente agisce in ogni singolo individuo che poi trasferisce all’intera organizzazione.

L’organizzazione, cioè la somma dei singoli individui, vede ostacolato il suo percorso di crescita e sviluppo dai condizionamenti depositati nel singolo.

Le tipiche espressioni verbali delle persone affette da convinzioni riduttive, sono:

“da noi qui non cambierà mai nulla”;
“nooo.. qui no, non si può fare!”
“E’sempre stato così…”

Va da se che il cambiamento e la mutazione permanente di tutte le cose non risente delle resistenze psicologiche delle vittime di queste convinzioni.

Ma vediamole più nel dettaglio.

Le convinzioni possono essere di tre tipi:

PARASSISTICHE (danneggiano la salute del portatore)
CONVIVIALI (benefiche alla salute del portatore)
COMMENSALI (neutre)

Il Business Coach interviene per sradicare le convinzioni che permeano le organizzazioni e liberare il loro potenziale creativo, organizzativo, commerciale ecc. Senza l’intervento esterno di un Coach Professionista le comunità produttive rimarrebbero avvolte in convinzioni limitanti, pregiudicando il loro sviluppo e la loro crescita.

Naturalmente ci vuole capacità d’ascolto, sensibilità, un adeguato uso dei linguaggi e tecniche di diagnosi sulla salute dell’organizzazione che indicano lo stato di consapevolezza che la comunità ha di sé.

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La formazione del personale con un occhio di riguardo ai bisogni formativi delle aziende.

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In questa fantastica puntata abbiamo il piacere di ospitare Emanuele Addabbo, Consulente e Formatore titolare della Team ManagementIl Dott. Addabbo e’ consulente-formatore per le imprese del turismo e del mondo del benessere, si occupa anche di coaching e sviluppo personale. Dottore Magistrale in Economia del Turismo, ha conseguito la Laurea Specialistica presso l’Università  degli Studi di Perugia, facoltà  di Economia. Svolge la sua attività  con il marchio della Team Management, società  di consulenza e formazione da lui stesso costituita nel 2000. Ha organizzato numerosi corsi di formazione su tutto il territorio nazionale, occupandosi prevalentemente della formazione di figure manageriali del sistema turistico. Ha lavorato alle dipendenze di multinazionali in diverse sedi, Roma, Milano e Parigi, ricoprendo funzioni manageriali.

 

Intervista Media Hotel Radio News

 

 

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