Articoli

navighiamo lontano

Navighiamo lontano. Scopri la formazione Team Management e scegli il tuo corso in e-learning

“Quando il mare era calmo, tutte le navi mostravano eguale maestria nel navigare” (Coriolano, W. Shakespeare).

Questa citazione shakespeariana risulta oggi più che mai attuale. Viviamo ormai in una società complessa, sempre più dinamica, che ci spinge verso continui cambiamenti sotto ogni punto di vista. Digitalizzazione, aggiornamento professionale, adeguamento delle scelte politiche e sociali all’innovazione nel mondo dell’istruzione e del lavoro: un’autentica società totale, dove tutto è interconnesso. In questo consiste la forza della società del terzo millennio, ma anche la sua più grande fragilità.

Quando il mare è calmo, tutti sanno mostrare ottime doti di navigazione e maestria nell’impiego degli strumenti del mestiere, destreggiandosi nella complessità della nostra società. Ma cosa succede se arriva la tempesta?

Come insegna Nassin Nicholas Taleb nella sua celebra opera Antifragile, tutti i sistemi standardizzati e matematici che oggi utilizziamo al fine di prevedere con largo anticipo fenomeni di natura ricorrente, soprattutto in materia economico-finanziaria, risultano spesso fallimentari in quanto non tengono conto di tutte le possibili avversità che travolgono, a livello sistemico e capillare, ogni aspetto della nostra attuale società. Crisi economiche, emergenze sanitarie, criticità legate alle dinamiche ambientali e climatiche: tutte queste situazioni possono rappresentare forti fattori di rischio imprevedibili, e potenzialmente devastanti, capaci di mettere a dura prova la stabilità sociale e soprattutto la tenuta economica delle aziende, specialmente le piccole-medie imprese e i liberi professionisti, vera ricchezza per il tessuto economico di un Paese.

Allora, com’è possibile continuare a navigare e scampare ai danni della tempesta?

Crediamo che la soluzione risieda nella formazione, questo formidabile strumento che consente di rinnovarsi costantemente, di nutrire la propria professionalità e di generare concretamente valore per il lavoro. Siamo certi che la passione accompagnata dalla ragione siano elementi indispensabili per raggiungere qualsivoglia risultato formativo e professionale.

Non aspettare, sali a bordo con noi! Navighiamo lontano. Insieme.

napoleone e il management

Napoleone e il management

Senza un sistema di principi, di valori, di regole, non si ottiene alcun risultato. Questo vale in qualsiasi impresa. Napoleone lo aveva ben compreso e applicava delle regole auree per la condotta delle sue truppe. Guidava i suoi uomini con esempi: era sempre in prima fila, condivideva con loro tutto. Era intransigente sulla qualità dei suoi uomini, li ricompensava generosamente con titoli onorifici e con i proventi delle guerre vinte. Il suo era uno stile di management esemplare.

Per le organizzazioni produttive vale la stessa cosa, senza un sistema di regole chiare e condivise non si arriva da nessuna parte.

Platone asseriva che: nemmeno i due peggiori malfattori potrebbero compiere alcun crimine se non avessero delle regole.

Se volessimo estrapolare “dall’arte della guerra” di Napoleone un decalogo di regole, di principi applicabile anche alle organizzazioni produttive potremmo fare questo elenco:

 

1 – Acquisire una profonda conoscenza della’ambiente e del contesto in cui si opera. 

2 – Definire in modo chiaro e dettagliato la propria strategia.

3 – Preparare un piano operativo chiaro e dettagliato.

4 – Realizzare un sistema di comunicazione estremamente efficiente e rapido.

5 – Non rimandare mai a domani ciò che può essere eseguito oggi.

6 – Non scendere mai a compromessi con la qualità dell’esecuzione.

7 – Non scendere mai a compromessi con la qualità dei propri collaboratori.

8 – Focalizzare le migliori risorse su un ristretto numero di obiettivi strategici.

9 – Il buon esempio deve sempre venire dal capo.

10 – Ricompensare in modo adeguato chi eccelle nel perseguimento di obiettivi e risultati.

Se questo decalogo fosse applicato a qualsiasi “comunità produttiva” sicuramente le organizzazioni funzionerebbero meglio.

 

Ma la prima difficoltà consiste nel capire questo e la seconda nell’applicarlo. Quante imprese conoscete che dispongono anche di poche e semplici regole, che sono ben visibili, chiare, enunciate e interiorizzate da tutti i dipendenti? Questa è una delle ragioni per cui spesso le imprese non crescono, il personale è demotivato, la comunicazione è assente, le strategie latitano, non si capisce chi è il capo, c’è confusione nei ruoli, manca uno scopo, una proiezione verso il futuro.

Il coach aiuta le imprese con il Team Coaching ad organizzarsi intorno ad uno scopo ben definito, ad avere obiettivi ben formati, mette al centro dell’attenzione la soddisfazione del cliente, attiva reti di relazioni intelligenti con tutti gli stakeolders. Stabilisce con il manager un sistema di regole e poi lo condivide con tutti i dipendenti.

Impariamo dalla storia, dai grandi personaggi, da straordinari condottieri come Napoleone Bonaparte.

Impariamo dal passato.

“Chi non impara la storia è condannato a ripeterla”.

Tutti questi argomenti sono ampiamente trattati nel video-corso di:

Business Coaching (in eLearning) a soli 24,90 con attestato finale.

https://www.teammanagement.it/corsi/v

Per la fruizione del corso online è necessario registrarsi alla piattaforma e Learning:
https://addabbocoaching.it/
una volta registrati e dopo aver effettuato l’acquisto si ha accesso alle visione del corso in e Learning.

Lo si può rivedere tutte le volte che si vuole, per sempre, si potrà scaricare l’attestato di partecipazione informato Pdf dopo aver visionato il corso per intero.

 

Dott. Emanuele Addabbo :  Contattami

Come gestire i dipendenti

Gli uomini per natura configgono, soprattutto nei luoghi di lavoro. Il parlar male l’un dell’altro, esercitare la prevaricazione, il pettegolezzo diffuso, la cattiveria che ammorba gli ambienti sono le condizioni permanenti che connotano la maggior parte degli ambienti di lavoro. Luoghi dove si produce sofferenza, incomprensione, dove le individualità sono prima offuscate e poi cancellate.

Tutti contro tutti !

Ho visto molte organizzazioni bloccate su se stesse, incapaci di dialogare, di incontrarsi, di conoscersi, di approssimarsi l’un all’altro, si, perché nel luogo dove si lavora la dimensione umana, fatta di stati d’animo, sentimenti, emozioni è ridotta a ruolo, a funzionario dell’apparato produttivo; ciò che conta sono le competenze, ciò che sai fare, non ciò che sei e che puoi ancora diventare.
Sono organizzazioni che non hanno mai avuto un’anima, e semmai l’avessero mai posseduta è stata prontamente barattata con il profitto, in nome del quale tutto è concesso e permesso. Sono organizzazioni che implodono su se stesse, che si rinchiuderanno prima o poi come un fiore che appassisce.

Ma cosa manca in questi gruppi di lavoro? Cosa li può far sbocciare e proliferare …?
Ma sicuramente un credo condiviso, che li accomuna, che li distingue, in cui i gruppi convergono intorno a dei valori condivisi e nei quali riconoscersi; individui che hanno imparato a stare assieme, a dialogare, a parlarsi serenamente, a condividere, a progettare e a realizzare, tutti insieme. Anche se è  difficile tenerli tutti assieme, è come cercare di mettere in fila dei gatti, ma si può fare! E’ un lavoro duro, serrato, ma dev’essere costante. Le organizzazioni non possono essere abbandonate a se stesse, in cui non si ha cognizione della loro storia, del loro percorso, del loro obiettivo, di quali sono i loro valori, la loro missione.

Vanno istituiste dei percorsi di relazione, dove imparare a dialogare, a confrontarsi, a gestire i conflitti e a chiarire le incomprensioni. Un luogo dove le persone si incontrano, consapevoli della difficoltà della relazione, ma anche della loro necessità. Relazioni liberate dai conflitti emozionali, dalle tensioni individuali, dalle cattive interpretazioni; se non lo si fa, si rischia di rimanere a lungo assorbiti da sentimenti di acredine, di rivalsa degli uni contro gli altri.

E si perde di vista lo scopo, quelle che li accomuna: creare la comunità tesa a progettare, a produrre, a saper leggere le aspettative dei clienti e a saperne interpretare le esigenze.

Dott. Emanuele Addabbo : Contattami

Un locale si definisce in base alla sua tipologia di clientela, la sua domanda diventa l’offerta!

Molti locali hanno un’offerta ibrida, non sono ben caratterizzati, ben definita…per cui un locale orientato a una clientela giovanile si ritroverà presto ai suoi tavoli famiglie con bambini, che schiamazzano su e giù per la sala. Ma anche per quanto riguarda i loro menù saranno inadeguati se il target non è ben definito.

E’ il caso dei tanti locali “PIZZORANTE” dove ce ne per tutti i gusti, dai più piccoli ai più grandi, con prezzi trasversali che attraversano ogni fascia di clientela.

La definizione del TARGET e la corrispondente offerta in linea con le attese della clientela è alla base delle strategie di marketing per l’affermazione di un locale, altrimenti si va fuori mercato.

Questo concetto per quanto basilare e scontato troppo spesso è trascurato, nella fase di progettazione dell’attività, ma anche nella sua gestione. Sovente accade che un locale dopo che lo si è aperto subisce delle modifiche, ai banconi, al forno per la pizzeria, perché nel frattempo ci si è accorti che la clientela a cui ci si voleva rivolgere inizialmente, non entra in quel locale, ne arrivano altri di tutt’altra tipologia.

Un’analisi della tipologia di mercato al quale ci si vuole rivolgere, è necessaria, da questa definizione dipenderanno tutta una serie di strategie, dalla comunicazione al menù, dal tipo di personale che dobbiamo cercare alla carta dei vini.

Il TARGET prima di tutto, come ci hanno insegnato nelle università negli anni ’80 quando si accennava qualcosa sul marketing e dei servizi e della ristorazione. Ma vedo, come dopo un trentennio, nulla è cambiato, continuano ad aprirsi locali generalisti, per tutti i gusti, siano essi bar, pizzerie, ristoranti …
In un locale la tipologia della domanda diventa l’offerta.

Tutti questi temi li affrontiamo nei nostri corsi in eLearning.

hospitality business coaching ebook emanuele addabbo

PILLOLE DI COACHING – Quando il marketing mix più che una teoria diventa una pratica!

Carni di ottima scelta, il proprietario del locale che ti sorride mentre affila i coltelli per il prossimo taglio di prima scelta, il personale in sala che ti accoglie riconoscendoti, piatti fumanti che ti passano sotto gli occhi per essere serviti …
Siamo in una braceria, il locale è sempre pieno e se non prenoti non trovi posti disponibili … lo scontrino medio è di 20/25,00 € a persona. Quando hai terminato la tua consumazione ti alzi da tavola soddisfatto che la memoria gustati viva piena di ricordi, che sai bene li potrai ritrovare solo lì …

Il marketing mix, Il noto modello delle 4P (poi diventate 5) è stato introdotto dal Professor Jerome McCarthy nei primi anni ’60, ci ha insegnato le sue leve: prezzo, prodotto, punto vendita e promozione, quando questi 4 elementi agiscono in squadra e all’unisono è impossibile perdere la sfida con la concorrenza!

In questo video tutti questi elementi sono contemporaneamente presenti, siamo in una braceria nella provincia di Bari, guardate il video:

Fa bene ricordare qualche volta la definizione che Philip Kotler, guru del marketing, ha dato alla sua disciplina:

IL MARKETING

è la funzione tecnica dello scegliere:
A chi vendere;
Cosa vendere
Come vendere

nonché del programmare le azioni conseguenti perseguendo la realizzazione del profitto tramite la soddisfazione dei bisogni del consumatore.

Il marketing non è solo teoria, ma una pratica professionale che parte dai bisogni dei consumatori e sa bene che solo attraverso la loro soddisfazione si otterrà il profitto.

 

Questi e altri temi sono affrontati nei corsi in eLearning che ho video-registrato per te!